Galati 6:2 Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo.
Galati 6:3 Infatti se uno pensa di essere qualcosa pur non essendo nulla, inganna se stesso.
Galati 6:4 Ciascuno esamini invece l'opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a se stesso e non perché si paragona agli altri.
Galati 6:5 Ciascuno infatti porterà il proprio fardello.
Nel Regno dei Cieli non ci sono liberi professionisti.
Ogni credente è stato acquistato con il sangue di Cristo e reso partecipe del Suo corpo: la Chiesa. Da quel momento, ogni azione personale si trasmette fisicamente e spiritualmente agli altri fratelli; sia in positivo che in negativo.
Immersi in una cultura e società però, è difficile conformare la propria mente alla cultura celeste. La Parola di Dio vivificata dallo Spirito Santo possono portarci a comprendere questa cultura, secondo ciò che Dio stesso vuole a riguardo nostro e delle nostre relazioni.
In una società così meritocratica è terribilmente facile iniziare a valutare sè stessi e gli altri fratelli nella fede in base alla produttività. Alla capacità. Giudicare in base ai risultati di altre persone. Fare una media, un grafico. Vedere chi è mediamente o eccezionalmente dotato a suonare in chiesa, a evangelizzare, a curare l'informatica con le proiezioni per i testi dei canti.
Fratelli, facciamo attenzione.
Entriamo nella nostra cameretta, chiudiamo la porta, e nel segreto chiediamo a Dio: Che concezione hai di me Signore? Che concezione devo avere degli altri?
Romani 5:6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.
Romani 5:7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire;
Romani 5:8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Romani 5:9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira.
Mentre eravamo empi, mentre eravamo bestemmiatori, mentre eravamo increduli, Cristo Gesù è morto per noi. Il Suo amore per noi ci ha salvati dall'ira a venire.
Un amore non condizionato da nulla.
Tu sei un figlio di Dio perchè lo ha deciso il Signore stesso.
Giovanni 1:13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.
Non hai nulla da poter portare a favore di te stesso. Nessun'opera, nessun'attitudine, nessun talento, nessun dono, nessuna capacità. Tutto ciò che sei e tutto ciò che hai viene da Dio. Egli ti ha amato mentre lo odiavi e ti sta amando con ugual passione ora che lo conosci e ami.
Chiediamo al Signore una rivelazione personale su questo. "Signore, convinci il mio spirito, fammi comprendere cosa significano queste parole."
Sperimenta il Suo amore.
Solo così potremo applicare lo stesso metro con i nostri altri fratelli. Smettendo di giudicare in base alla produttività, iniziando a farlo in base a ciò che essi sono in Cristo. Ecco quindi che torna l'esortazione di Paolo ai Galati. Non basiamo le nostre performance spirituali con gli altri, non ha senso! Così facendo ingannerai te stesso! Ciascuno invece esamini la propria opera. Interroghi il Signore per sapere in che direzione incamminarsi. Chieda al Signore ciò di cui ha bisogno in modo che possa crescere in modo sano al Suo cospetto. Affidiamoci alla Grazia di Dio ed essa ci sosterrà. Solo così potremo comprendere la cultura del Cielo e lavorare per il Regno di Dio.
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lunedì 3 maggio 2010
Meritocrazia??
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