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domenica 3 marzo 2013

Introduzione al Nuovo Testamento


1 a. Contesto storico: la cultura Greca

Alessandro Magno (356-323 a.C.), conquistando in dodici anni l'impero persiano (dalla Grecia all'India settentrionale), fu il protagonista della diffusione della cultura greca nel mondo antico.
Dalla sua morte fiorì infatti l'ellenismo, che continuò fino al 31 a.C. quando, alla battaglia di Azio, Roma vinse il predominio sull'Egitto.

Il koinè, la lingua greca antica che troviamo nel Nuovo Testamento, divenne la lingua franca della politica, economia e cultura dell'area del Mediterraneo.
Nel 323 d.C., dopo la morte di Alessandro, il regno fu diviso tra i suoi generali. Tolomeo I prese il governo dell'Egitto fondando la dinastia tolemaica. Sotto questa dinastia, gli Ebrei prosperarono per 126 anni. L'Antico Testamento fu tradotto in greco ( la Septuaginta ), rendendo in breve tempo questa traduzione ampiamente usata e riconosciuta sia a livello devozionale privato che nelle sinagoghe.

Dal 200 a.C. Israele passò sotto il dominio della Siria. 
Antioco III fu favorevole agli Ebrei, ma Antioco IV (175-164 a.C.) mise in moto un'ellenizzazione forzata.
Profanò il tempio di Gerusalemme, provocando la rivolta dei Maccabei e il trattato di alleanza con Roma.

Questo periodo storico trovò due grandi correnti filosofiche in contrapposizione: lo Stoicismo, ad alto valore morale ma che nega l'esistenza di un Dio personale; e l'Epicureismo, che insegna la casualità di ogni avvenimento.

Nel bacino del Mediterraneo si trovavano principalmente quattro lingue abbondantemente diffuse: il greco, il latino, l'aramaico e l'ebraico (utilizzato solo dagli Ebrei intellettuali).

1 b. Contesto storico: la cultura Ebraica

In questo periodo storico si potevano trovare differenti classi sociali-religiose ebraiche:

- Farisei: teologi conservatori della religione. Attendevano la restaurazione del Messia.
- Sadducei: discendenti dell'aristocrazia sacerdotale (Sommo Sacerdote). Erano teologi liberali ellenizzanti, non accettavano la resurrezione dei morti, come testimoniano anche i Vangeli.

- Scribi: custodi ed interpreti della legge mosaica nelle sinagoghe. Erano di regola Farisei.
- Erodiani: erano Sadducei che sostenevano Erode e la dominazione Romana.
- Zeloti: movimento armato che lottava per la liberazione dai Romani, formato dal popolo oppresso.
- Samaritani: Ebrei della Samaria non deportati in Assiria. Avevano un loro santuario in quanto di ritorno dall'esilio babilonese i Giudei non permetterono loro di partecipare alla costruzione del secondo tempio. erano basati da quattro principi di fede: un unico Dio (YHWH), un unico profeta (Mosè), un unico libro sacro (il pentateuco), un unico monte sacro (il monte Gerizim)

Il sinedrio invece era la "corte suprema" degli Ebrei, composto da settanta Ebrei purosangue.

Intorno al 165-130 a.C. la setta ebraica degli Esseni costruì il complesso di Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto. Ingrandito intorno a 100 a.C., fu successivamente distrutto da un terremoto verso il 31 a.C, ricostruito prima del 1 a.C., e definitivamente distrutto da Tito nell’estate del 68 d.C. durante la prima guerra
Giudaica. Qumran diventò famosa in seguito alla scoperto dei cosiddetti Manoscritti del Mar Morto, avvenuto nel 1947, da due pastori palestinesi. 
Sono le più antiche fonti del testo ebraico della Bibbia, infatti, la loro scoperta ha fatto luce sulle
differenze tra le varie versioni dell’Antico Testamento. E’ da notare che la traduzione greca dei Settanta è identica ad alcuni manoscritti in lingua ebraica trovati a Qumran.

                                           1 c. Contesto storico: la cultura Romana

Nel I secolo a.C., l'Impero Romano era coinvolto in guerre dentro e fuori i propri confini a causa dei pesanti tributi che le città alleate non riuscivano a pagare. Roma fu quindi costretta a concedere a tutti questi alleati la cittadinanza romana.

I Romani erano politeisti. Alla fine della monarchia, le divinità greche furono assimilate a quelle romane. Per loro, la religione era una questione politica. A partire dai successori di Augusto Cesare, l'imperatore veniva considerato un dio, e quindi il culto imperiale divenne un fattore di unità nell'intero impero.
Generalmente i Romani erano tolleranti verso le altre religioni. L'eccezione della persecuzione dei cristiani sotto Nerone fu causata proprio da motivazione politiche più che religiose. Gli Ebrei avevano uno status speciale.

L'espansione del Cristianesimo fu sicuramente facilitata dall'organizzazione Romana almeno per quattro motivi:
-  Le eccellenti strade ramificate per tutto l'impero. Non solo numerose  ma anche sicure dagli attacchi dei ladri.
- La diffusione del greco e latino, che permise una rapida diffusione del messaggio del Vangelo.
- La Pax Romana (29 a.C. - 180 d.C.): un'epoca di relativa tranquillità contraddistinta dall'assenza di grandi guerre civili o grandi invasioni che permise al Cristianesimo di muoversi liberamente per i territori dell'Impero per proclamare il Vangelo (anche malgrado ai periodo di persecuzione)
- La degenerazione morale e religiosa nell'Impero, che spinse al desiderio di redenzione, una volta persa la fiducia nelle divinità antiche e nelle filosofie intellettuali. Si diffusero infatti nuove religioni "misteriche".

Parallelamente però, queste religioni misteriche furono anche la più grande minaccia del Cristianesimo per i primi quattro secoli.

Roma permise ad Israele durante la sua dominazione, che fosse governato da re locali. 
Fra questi, il più famoso fu Erode il Grande, che governò la Giudea, la Samaria e la Galilea.
Era odiato da molti Ebrei per la sua crudeltà e per essere solo per metà Ebreo. Cercò in ogni caso la simpatia del popolo ricostruendo il Tempio di Gerusalemme, che fu quasi terminato durante il tempo di Gesù.

In questi contesti nasce Gesù, intorno al 6-4 a.C.

Il canone del Nuovo Testamento

La formazione del Nuovo Testamento è nata sulla base di necessità contingenti all’interno della chiesa nascente. Nessuno degli autori biblici poteva sicuramente immaginare che il proprio scritto avrebbe acquisito un valore vincolante sia dal punto di vista ecclesiale che teologico.
L'ordine dei libri del Nuovo Testamento non è cronologico, e comprende 27 libri così suddivisi:
- 4 Vangeli,
- 21 lettere (di cui 13 di Paolo)
- Gli Atti degli Apostoli (libro di narrazione storiografica con un chiaro intento teologico)
- Apocalisse

A guidare i padri della Chiesa nella loro scelta furono principalmente questi criteri:
- L'origine apostolica
- Conformità del contenuto con la regola apostolica
- Uso liturgico
- Autorità dello scritto in sè

Ci sono due termini da ricordare nella formazione del canone:
HOMOLOGOUMENA, ossia gli scritti indiscussi e accettati: Vangeli ed Atti.

ANTILEGOMENA, ossia gli scritti criticati, divisi in quelli GENERALMENTE AMMESSI: Gc, Pt, 2 e 3 Gv; e negli SPURI: Didachè, Apocalisse di Pietro, Apocalisse di Giovanni, oltre a tutti gli apocrifi. 

I Vangeli fanno una scelta di notizie della vita e degli insegnamenti di Gesù.

Il problema sinottico

I Vangeli di Matteo, Marco e Luca hanno davvero molte cose in comune.
Queste somiglianze, oltre che le divergenze, permettono di osservarli in un unico quadro d'insieme. Per questo motivo vengono chiamati "sinottici", termine che significa etimologicamente "un solo colpo d'occhio".

Le somiglianze si possono spiegare attraverso l'uso di fonti comuni, le differenze invece possono essere causate dalla volontà di migliorare un testo o la necessità di mettere un accento differente su un determinato brano. L'intenzione di ogni autore non è rievocare il passato ma celebrare la gioia e la fede nel Risorto "oggi".

Guardiamo ora i temi dei quattro Vangeli:
- Matteo: Gesù, il re e maestro degli Ebrei
- Marco: Gesù, il figlio di Dio venuto per servire
- Luca: Gesù, il compimento delle promesse di Dio

- Giovanni: Gesù, la Parola incarnata.

Il Vangelo di Giovanni è differente dai sinottici al 90%, non presenta i "detti di Gesù" , sostituiti con lunghi discorsi teologici. Mancano anche i miracoli, sostituiti dai segni.
E' lecito domandarsi se non sia stato scritto apposta per contrastare determinate concezioni cristologiche gnostiche.

Al di fuori della Bibbia, troviamo testimonianze su Gesù Cristo sia in ambito ebraico (Giuseppe Flavio), sia in ambito pagano (Tacito).

Come studiare e capire la Scrittura: alcuni metodi differenti

- La scuola letterale-storica-grammaticale
- La scuola simbolica
- La scuola critica

Le espressioni del metodo critico includono i seguenti metodi:
a. La critica delle forme (si cerca il contesto in cui il testo è nato e si è evoluto)
b. La critica delle fonti (si cercano le diverse fonti da cui si suppone il testo sia composto)
c. La critica della redazione (si cerca la storia del testo biblico e della redazione)

Domande fondamentali da porsi dopo aver letto un libro biblico:
. Chi ha scritto il libro? Perchè?
. Cosa sappiamo dell'autore?
. Chi sono i destinatari? Cosa sappiamo della loro vita?
. Viene citato l'AT?

Lettere tradizionalmente attribuite a Paolo ma considerate pseudoepigrafiche

Lettera agli Efesini 
Lettera ai Colossesi
Seconda Lettera ai Tessalonicesi
Prima Lettera a Timoteo
Seconda Lettera a Timoteo
Lettera a Tito




mercoledì 22 giugno 2011

Lettera ai Filippesi

CHI?

E' stata scritta dall'Apostolo Paolo.
- Cap 1 v.1
- La chiesa primitiva riconosceva in modo unanime la paternità di Paolo.

QUANDO?

62/64 d.C. Circa.

DOVE?

La lettera ai Filippesi è stata scritta durante la (prima) prigionia dell'Apostolo Paolo a Roma.
Non è stata scritta durante la prigionia di Cesarea perchè qui non aveva l'occasione di ricevere visitatori e predicare l'evangelo, né l'attesa di una decisione definitiva (1:20-23) ma solo la possibilità di appellarsi a Cesare, come effettivamente fece.
Per gli stessi motivi si esclude che sia scritta durante la prigionia di Efeso.

COSA / PERCHE'?

Paolo ha scritto questa lettera per:
1)Comunicare perchè ha mandato indietro Epafròdito
2)Informarli circa la sua condizione a Roma
3)Esprimere il proprio ringraziamento per i Filippesi
4)Esortarli all'unità
5)Metterli in guardia dai falsi profeti


Storia della città e della chiesa di Filippi:

Filippi (città di Filippo) ricevette il suo nome da Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno. La regione fu conquistata a causa delle vicine miniere d'oro, intorno al IV secolo a.C.

Nel 42 a.C. gli eserciti romani di Antonio e Ottaviano sconfissero quelli di Bruto e Cassio nella battaglia di Filippi, ponendo termine alla Repubblica Romana e inaugurando l'Impero. Dopo questa battaglia, Filippi divenne colonia romana (Atti 16:12). In quanto tale aveva gli stessi privilegi delle città italiane, tra cui il ricorso alla legge romana, l'esenzione da alcune tasse e la cittadinanza romana per i suoi residenti (Atti 16:21). Si parlava comunemente il latino. Gli abitanti di Filippi erano molto orgogliosi della loro cittadinanza per questo motivo.

La chiesa di Filippi fu la prima fondata in Europa dall'Apostolo Paolo, durante il suo secondo viaggio missionario (Atti 16:12-40).
Nella normalità, l'Apostolo una volta entrato in una nuova città iniziava ad evangelizzare presso la sinagoga del posto. In Filippi però la comunità giudaica era estremamente piccola (erano necessari almeno dodici capifamiglia ebrei per costruire una sinagoga). Per questo motivo alcune donne devote si incontravano fuori dalla città (Atti 16:13) lungo il fiume Gangite.
Paolo dunque predicò il vangelo per prime a loro e Lidia, una ricca mercante di porpora, fu la prima a convertirsi (Atti 16:14-15). E' probabile che i primi credenti di Filippi si radunassero nella sua grande casa. Durante la sua permanenza, Paolo scacciò da una ragazza un demone che le dava potere di divinazione con il quale traeva profitto. Per questo motivo i padroni trascinarono Paolo e Sila davanti ai magistrati cittadini che li imprigionarono. Quella notte a causa di un terremoto le celle si aprirono e il carceriere terrorizzato si convertì. Il giorno successivo i magistrati impallidirono venendo a sapere di aver imprigionato illegalmente cittadini romani e li pregarono di andare via. Sembra che Paolo visitò Filippi un paio di volte durante il terzo viaggio missionario (2Co8, Atti 20:6). Cinque anni dopo la sua ultima visita, mentre era in prigionia a Roma, Paolo ricevette una delegazione in visita proveniente da questa chiesa. I Filippesi stavano provvedendo nuovamente a sostenere economicamente Paolo con un dono, ma anche umanamente attraverso il fratello Epafròdito. Disgraziatamente quest'ultimo si ammalò gravemente scampando di poco la morte, a causa di questa malattia l'Apostolo rimandò indietro il fratello insieme a questa lettera.

Temi della lettera:

Saluti e espressione dell'affetto provato per i Filippesi (1:1-11)
Condivisione sulla situazione attuale e esortazione alla perseveranza (1:12-30)
L'esempio di Cristo e la necessità della santificazione (2:1-17)
Compito di Timoteo ed Epafròdito (2:19-30)
L'Apostolo Paolo e la corsa cristiana (3:1-4:1)
Raccomandazioni, elogi della generosità dei Filippesi e saluti (4:2-23)

Analisi tematica della lettera:

La lettera ai Filippesi è caratterizzata dalla gioia.
Mai come in questo contesto l'Apostolo Paolo esprime la sua immensa gioia nello scrivere a una chiesa che aveva meritato un posto speciale nel suo cuore.
Aveva speso il suo amore nel curare teneramente questa piccola comunità, e non ci poteva essere gioia più grande che vedere questi semi portare frutto.
La chiesa di Filippi era molto generosa e amorevole. Non aveva dato alcun problema di comportamento o filosofico. Erano molto grati a Paolo e non mancavano di sostenerlo in più di un modo. L'Apostolo li considerava la sua allegrezza e la sua corona.

Filippesi 1:3 Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi;
Filippesi 1:4 e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia
Filippesi 1:5 a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino a ora

Questa parola, tradotta con “partecipazione” è in realtà la parola greca Koinonia. I significati di tale parola comprendono: “comunione profonda, soci in affari in cui il successo o fallimento dell'uno influenza totalmente anche l'altro”. Queste accezioni spiegano ancora meglio l'attitudine che aveva Paolo nei loro confronti. Per questo motivo parla a loro in toni completamente diversi rispetto ad altre comunità come quella di Corinto.
Per questo, i temi trattati non sono correzioni dottrinali ma messaggi di speranza, informazioni sulla sua attuale condizione e gli esempi che serviranno per raggiungere il premio del Signore.

Parole chiave:

Servo → Doulos (Messo al servizio di...)

Vescovi → Episcopos (Sorveglianti, sovrintendenti, anziani che predicano)
Presbiteri → Presbiteros

Diaconi → Diaconos (credente che svolge un servizio materiale)

Testimone → Martur, Martus (Martire)
Spogliare → Kenosis (Gesù non rinunciò alla Sua natura ma ai Suoi privilegi)

Comunione → Keinonia (Comunione profonda, come nei soci in affari il cui successo o fallimento di uno influenza inevitabilmente l'altro)

giovedì 31 marzo 2011

Lettera agli Efesini

CHI?

E' stata scritta dall'Apostolo Paolo.
- Cap 1 v.1

QUANDO?

62 d.C. Circa.

DOVE?

La lettera agli Efesini è stata scritta durante la (prima) prigionia dell'Apostolo Paolo a Roma, insieme alla Lettera ai Colossesi, Filemone e probabilmente quella ai Filippesi.

COSA / PERCHE'?

Questa lettera è stata scritta per incoraggiare e insegnare a crescere nella fede.

Storia della chiesa di Efeso:

Durante il secondo viaggio missionario dell'Apostolo Paolo, i coniugi credenti Aquila e Priscilla si fermarono a Efeso ad evangelizzare. (Atti 18:18, 19)
Successivamente, durante il terzo viaggio missionario, Paolo tornò nella città ed ebbe l'occasione di rafforzare la chiesa appena nata (Atti 19).
Dopo una permanenza di tre anni, Paolo partì e Timoteo si prese cura della comunità per un anno e mezzo, contrastando alcune eresie e distorsioni dottrinali che stavano crescendo nella chiesa. Dopo trent'anni, il Signore affidò all'Apostolo Giovanni una lettera per questa chiesa, esortandola a rinnovare il proprio amore.

Schema della lettera:

I.Privilegi dei figli di Dio (1:3-14)
II.Preghiere per gli Efesini (1:15-23 / 3:14-21)
III.Liberazione in Cristo (2:1-9)
IV.Il mistero della salvezza dei gentili (2:11- 3:13)
V.Insegnamento sull'unità della Chiesa (4:1-16)
VI.Il rinnovamento interiore (4:17-5:21)
VII.Indicazioni pratiche (5:22-6:9)
VIII.Il combattimento spirituale (6:10-20)

Analisi tematica della lettera:

La lettera è densa di insegnamenti importanti.
Molti temi sono in comune con la lettera ai Colossesi. In quel caso però sono sotto forma di correzioni dottrinali, mentre quì sono presentati come insegnamenti per crescere nella conoscenza di Dio e nella propria vita di fede.
In entrambe le lettere si parla della "redenzione" o del "trasferimento dal regno delle tenebre al regno del Figlio", si parla del mistero della salvezza verso gli stranieri. Al capitolo 4 però questa simmetria si rompe, approfondendo la natura della Chiesa. Viene presentata come un organismo vivente, piuttosto che come un'organizzazione. Viene dato l'insegnamento dei cinque ministeri donati da Cristo alla Chiesa per la sua maturazione. Subito dopo si riprende il tema dello spogliamento dalle opere della carne e del rivestirsi di ciò che è spirituale, come presentato nel capitolo 3 della lettera ai Colossesi. Seguono le esortazioni pratiche per un buon comportamento dei cristiani in tutti i ruoli che possono avere.
Nella parte terminale è presente un'esortazione unica, che parla del combattimento spirituale con una metafora riguardante il rivestimento dell' armatura di Dio.
Mentre altrove si parla di gara, quì l'accostamento richiama direttamente il concetto della guerra, portandolo però in un contesto spirituale in cui il nemico non è un uomo ma il diavolo stesso, con tutti i suoi angeli decaduti.

Lettera a Filemone

CHI?

E' stata scritta dall'Apostolo Paolo.
- Cap 1 v.1

QUANDO?

62 d.C. Circa.

DOVE?

La lettera a Filemone è stata scritta durante la (prima) prigionia dell'Apostolo Paolo a Roma, insieme alla lettera ai Colossesi, e agli Efesini.

COSA / PERCHE'?

Filemone era un credente della chiesa di Colosse, probabilmente convertito durante il terzo viaggio missionario di Paolo, ad Efeso.
Un suo schiavo di nome Onesimo, l'aveva frodato derubandolo, per poi fuggire.
Nella sua fuga raggiunse Roma, la capitale dell'Impero. A causa di circostanze sconosciute incontrò l'Apostolo Paolo che era prigioniero. A seguito di questo incontro, Onesimo si convertì a Cristo e iniziò a servire Paolo.
Proprio a causa della sua fuga e di ciò che aveva rubato però, Paolo si trovò costretto a rimandare Onesimo da Filemone. Per la sua incolumità mandò insieme a lui Tichico, insieme a questa lettera e a quella ai Colossesi.


Schema della lettera:

I.Presentazione e saluti (v.1-7)
II.Raccomandazioni di Onesimo (v.8-16)
III.Garanzia personale di Paolo e saluti (v.17-25)

Analisi tematica della lettera:

Il tema evidente di questa lettera è quello della schiavitù, che stride con la fratellanza in Cristo.
L'Apostolo Paolo evita di sovvertire gli ordini sociali del tempo, attirando ulteriori persecuzioni inutili verso i cristiani, motivando i detrattori con una aperta ribellione.
Forte di questa esperienza personale di amicizia e fratellanza con lo schiavo Onesimo, scrive al suo padrone (anch'esso cristiano) portando l'argomento in una dimensione ancora superiore, ancora più profonda.
La fratellanza in Cristo infatti è un vincolo più profondo di ogni distinzione sociale, etnica o sessuale (Col 3:11) e porta ogni persona, in qualsiasi categoria, a rivolgere il proprio sguardo verso Cristo, servendolo.
Ecco quindi che il rispetto e l'amore oltrepassa lo stato della schiavitù, bonificando non la forma, ma la sostanza di tale pratica. I padroni credenti sanno bene di aver a loro volta un Padrone nel cielo, e consapevoli di questo, sono esortati a comportarsi in modo giusto ed equo. I servi a loro volta sono chiamati ad essere fedeli, compiendo ogni servizio di buon animo come per il Signore e non per gli uomini (Col3:22, 4:1).
In questo modo l'armonia nel regno di Dio è garantita al di là delle culture e società, senza alcuna ribellione.

giovedì 17 marzo 2011

Lettera ai Colossesi

CHI?

E' stata scritta dall'Apostolo Paolo.
- Cap 1 v.1,2
- Ireneo, Clemente di Alessandria, Tertulliano, Origene, Eusebio confermano la veridicità di tale affermazione.
- Analogie con la lettera di Filemone, scritta con certezza da Paolo a distanza di poco tempo (p.es: menzionano le stesse persone [Cap.4])

QUANDO?

62 d.C. Circa.

DOVE?

La lettera ai Colossesi è stata scritta durante la (prima) prigionia dell'Apostolo Paolo a Roma. (v.4:3, 10, 18)

COSA / PERCHE'?

Paolo è stato visitato da Epafra, uomo pio della chiesa di Colosse (4:12). Possiamo supporre che gli abbia riportato alcuni problemi della chiesa: orgoglio derivato all'osservanza di regole supplementari (2:16), mortificazioni fisiche e culto degli angeli (2:18). E' di fatto una lettera di correzione e insegnamento.

Storia della chiesa di Colosse:

Durante il ministero di Paolo a Efeso (Atti 19), molto probabilmente si convertì Epafra.
Egli, tornando a casa a Colosse, evangelizzò a sua volta fondando poi la chiesa vera e propria (Col 1:5-7). Qualche anno dopo però, sorsero pericolose eresie in seno alla comunità. Una dottrina secondo cui Dio è il Bene e la Materia è il Male; la salvezza si poteva ottenere solo attraverso una conoscenza segreta, superiore anche alle Scritture; l'abbraccio del legalismo ebraico e di un misticismo legato al culto degli angeli. Per questo motivo Epafra, molto preoccupato, decide di andare a trovare Paolo a Roma.

Schema della lettera:

I.Argomenti personali (1:1-12)
II.Correzioni dottrinali (1:13-2:23)
III.Esortazioni pratiche (3:1-4:18)

Analisi tematica della lettera:

Ringraziamento e preghiera di Paolo (1:3-12)

*Ringraziare il Signore per i frutti della propria fede e per la propria chiamata. Pregare e ricercare maturità e completezza spirituale.

Il primato di Cristo (1:13-23)

*Cristo è il centro del Tempo e dello Spazio.
*Tutte le cose che esistono sono state create da Lui e per Lui.
*Egli è il Capo della Chiesa.
Come il cervello comanda il corpo umano, così Lui comanda la Chiesa.
*Egli è il primogenito di ogni creatura. Questo NON significa che è il primo nato, ma piuttosto che detiene il primato. Possiede il diritto ereditario su “tutte le cose”.
*In Cristo, e in Lui soltanto, abita tutta la pienezza della Deità.

Il combattimento dell'Apostolo (1:24-2:3)

*Il mistero di Dio: le ricchezze di Cristo ai credenti non Giudei
*Il sostegno Apostolico alla chiesa di Colosse e Laodicea

Avvertimento contro le false dottrine (2:4-23)

*In Gesù abita corporalmente tutta la pienezza della Deità
*Lui è il Creatore e Signore di tutti gli esseri spirituali (ordini angelici).
*In Gesù, Dio ci ha perdonati.
*Sulla croce, il Signore ha sconfitto le forze demoniache.
*Essere morti al peccato, significa anche essere morti al legalismo.

La nuova vita in Cristo (3:1-17)

*La nostra vita è nascosta CON Cristo IN Dio. Cerchiamo dunque le cose di lassù!
*Al ritorno di Cristo, i credenti di tutte le epoche saranno glorificati.
*Facciamo morire ciò che in noi è terreno.
*Vestiamoci di misericordia, benevolenza, umiltà, mansuetudine, pazienza.
*Sopportiamoci gli uni gli altri e perdoniamoci a vicenda!
*Ammaestriamoci ed esortiamoci a vicenda con ogni sapienza, cantando salmi, inni e cantici spirituali

Doveri cristiani (3:18-4:1)

*Doveri familiari
*Fare qualunque cosa come per il Signore

Raccomandazioni e saluti (4:2-18)

*Perseverare nella preghiera
*Porre attenzione al proprio linguaggio
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