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domenica 10 novembre 2013

Le locuste dell'abisso

 Apocalisse 9:1-11 Poi il quinto angelo suonò la tromba e io vidi un astro che era caduto dal cielo sulla terra; e a lui fu data la chiave del pozzo dell'abisso. Egli aprì il pozzo dell'abisso e ne salì un fumo, come quello di una grande fornace; il sole e l'aria furono oscurati dal fumo del pozzo. Dal fumo uscirono sulla terra delle cavallette a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare l'erba della terra, né la verdura, né gli alberi, ma solo gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. Fu loro concesso, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi con un dolore simile a quello prodotto dallo scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte ma non la troveranno; brameranno morire ma la morte fuggirà da loro. L'aspetto delle cavallette era simile a cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano come delle corone d'oro e la loro faccia era come viso d'uomo. Avevano dei capelli come capelli di donne e i loro denti erano come denti di leoni. Il loro torace era simile a una corazza di ferro e il rumore delle loro ali era come quello di carri tirati da molti cavalli che corrono alla battaglia. Avevano code e pungiglioni come quelli degli scorpioni, e nelle code stava il loro potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi. Il loro re era l'angelo dell'abisso il cui nome in ebraico è Abaddon e in greco Apollion. 

Alla quinta tromba, nel libro dell'Apocalisse, dall'abisso emergono una moltitudine di cavallette, mostrando davanti ai nostri occhi un'immagine che non può non richiamare alla nostra memoria il libro dell'Esodo.

Esodo 10:12 Allora il SIGNORE disse a Mosè: «Stendi la tua mano sul paese d'Egitto per farvi venire le cavallette; ed esse salgano sul paese d'Egitto e divorino tutta l'erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato».



Quando Israele era ancora un popolo giovane e schiavo in terra d'Egitto infatti, il Signore ha ordinato a Mosè di compiere dei gesti per realizzare le piaghe con cui voleva punire l'Egitto. Una di queste prevedeva proprio l'invasione di un numero incalcolabile di cavallette. Questi insetti, migrando in massa, si nutrono dei raccolti che trovano nei nuovi campi divorando in pochissimi giorni quello che darebbe da mangiare ai contadini per interi mesi.
Dopo questa piaga, è addirittura detto che non rimase nulla di verde in tutto il paese d'Egitto (Es 10:15). Immaginiamo l'incredibile desolazione che questi insetti possono aver causato in un paese così potente. Quella che prima era la nazione più florida del mondo, in pochi giorni viene ridotta ad un deserto. 
Questo è il primo importante pensiero che si può associare al brano che abbiamo appena letto nell'Apocalisse. Queste cavallette tuttavia, a differenza di quelle dell'Esodo, non sono mandate da Dio ma piuttosto da Satana.
Il racconto infatti inizia mostrando un astro caduto dal cielo a cui fu data la chiave del pozzo dell'abisso, ricalcando una serie di immagini bibliche (Is 14:12) culminate da una chiara proclamazione di Cristo stesso:

Luca 10:18 Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. 

Caduto dal cielo, l'Avversario ottiene dunque le chiavi dell'abisso e, aprendolo, libera un fumo che oscura il sole e questa moltitudine di cavallette a cui viene ordinato di non danneggiare alcuna verdura ma piuttosto di danneggiare gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. A questi demoni non venne concesso di uccidere ma piuttosto di tormentare le persone per cinque mesi. Da una parte, troviamo il fatto significativo che soltanto coloro che non avevano il sigillo di Dio potevano essere colpiti, ossia soltanto coloro che non sono figli di Dio, che non hanno il sigillo dello Spirito Santo (2 Cor 1:22). Dall'altro, l'indicazione dei cinque mesi nasconde più significati di quanto si possa immaginare. Studiando i numeri nella Bibbia infatti troviamo che il cinque rappresenta principalmente la metà del numero dieci, che viene associato alla perfezione. Il decalogo della perfezione quindi viene spezzato e dà luogo ad un tempo ben circoscritto, limitato e fondamentalmente imperfetto. Dio non lascia a Satana il potere di agire in modo indiscriminato e in un tempo infinito ma al contrario gli dà le chiavi per poter agire su un gruppo selezionato di persone (chi non ha il sigillo di Dio) e per un tempo ben preciso e per definizione lontano dalla perfezione. 

L'interpretazione storicista vede in questo brano la descrizione del male stesso distribuito nella storia, descritto nei dettagli di questi esseri.
Essi infatti avevano volto d'uomo e sulla testa corone d'oro. La corona inequivocabilmente rappresenta il potere bramato dagli uomini. Un potere che corrompe e che inquina tutta la storia. 
Avevano capelli come capelli di donna, una chiara allusione ai peccati sessuali associati alla donna a causa del contesto storico e sociale in cui è stato scritto il libro. Si parla inoltre di denti come denti di leoni, elementi che simboleggiano la tortura e la violenza lenta e continua. 
Il torace di queste cavallette era come una corazza di ferro e il rumore delle loro ali come quello di cavalli che trainano molti carri correndo vero la battaglia. Questa descrizione richiama alla violenza espressa attraverso le armi e gli eserciti, aggiungendo un altro male a questo elenco di flagelli. 
Infine, avevano code e pungiglioni come quelli degli scorpioni, laddove lo scorpione rappresenta l'inganno e l'astuzia. 
La corruzione del potere, i peccati sessuali, la tortura, le guerre e l'inganno vengono quindi sparsi nella storia dell'umanità da Satana per un tempo imperfetto, permesso da Dio. La stessa storia dell'uomo può essere descritta come un tempo imperfetto, in quanto il tempo perfetto - quello della piena comunione con Dio - deve ancora arrivare. Queste cavallette però, pur essendo legate ad una stretta simbologia, rappresentano comunque degli esseri viventi con una intelligenza e volontà. Come si potrebbe comandargli altrimenti di "non danneggiare l'erba ma solo gli uomini senza il sigillo di Dio"? Proprio questa capacità di selezione e di comprensione dimostra una personalità che non si può trovare nelle realtà inanimate facendo quindi pensare chiaramente alle schiere demoniache che, liberate dall'abisso, invadono il mondo propagando tutti i principali peccati esistenti. Dal mio punto di vista non ci sono abbastanza elementi per associare questo "evento" ad un momento particolare della narrazione biblica, quello che si sa però è che si sta parlando di un evento accaduto. Sicuramente nel momento in cui Adamo ed Eva disubbidirono a Dio in Eden, il peccato e la morte entrarono nel mondo causando una totale depravazione. L'uomo decaduto quindi ha già in sé una natura peccaminosa, ma questa natura, descritta spesso con il termine "carne", viene anche eccitata da Satana e dai suoi demoni che sfruttano tutte le debolezze umane per istigare una ribellione e un'allontanamento con il Signore.

Prendiamo forza però dal fatto che il Signore stesso governa ogni cosa. Egli dà un tempo ben preciso a Satana per fare il suo lavoro e protegge tutti coloro che per fede ricevono la grazia della salvezza attraverso il sacrificio di Cristo, tutto coloro cioè che possiedono il sigillo di Dio: la caparra dello Spirito Santo. Come durante l'ultima piaga in Egitto, coloro che avevano sparso il sangue di agnello sugli stipiti della porta erano risparmiati dalla morte del proprio primogenito, allo stesso modo oggi tutti coloro che sono sparsi del sangue di Cristo sono risparmiati dalla morte del peccato. Questo non assicura la mancanza di sofferenza ma piuttosto la certezza di una salvezza perfetta e definitiva, la sicurezza di entrare nel tempo perfetto di Dio, un tempo che non è più rappresentato da un dieci spezzato (come nel caso dei cinque mesi) ma da un dieci pieno, completo ed eterno. Un tempo eterno alla presenza di Dio.

domenica 20 febbraio 2011

Il battesimo di sangue, fuoco e fumo

Gioele 2:20 Allontanerò da voi il nemico che viene dal settentrione,
lo respingerò verso una terra arida e desolata:
la sua avanguardia, verso il mare orientale,
la sua retroguardia, verso il mare occidentale;
la sua infezione salirà,
aumenterà il suo fetore»,
perché ha fatto cose grandi.
[...]
Gioele 2:28-32 «Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona:
i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,
i vostri vecchi faranno dei sogni,
i vostri giovani avranno delle visioni.
Anche sui servi e sulle serve,
spargerò in quei giorni il mio Spirito.
Farò prodigi nei cieli e sulla terra:
sangue, fuoco, e colonne di fumo.
Il sole sarà cambiato in tenebre,
e la luna in sangue,
prima che venga il grande e terribile giorno del SIGNORE.
Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato;
poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza,
come ha detto il SIGNORE,
così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.


Il profeta Gioele, probabilmente intorno al IX secolo a.C., scrive su ispirazione divina delle promesse che Dio rivolge a Israele, per la sua restaurazione.
Per quale epoca sono tali promesse?
Possiamo stringere il cerchio del periodo in questione analizzando alcuni versetti.
Da Gioele 2:20 infatti, notiamo che il Signore deve allontanare da Israele l'invasore del Settentrione, dopo questo avverrà che...
Cercando una precisione maggiore, il versetto 2:31 chiarisce che questi accadimenti avverranno prima del gran giorno del Signore, ossia prima del giorno del giudizio.
Ci troviamo di fronte perciò ad una serie di promesse e una serie di profezie da inquadrare dopo la difesa di Dio dall'invasore di Settentrione ma prima del giorno del giudizio.

Questo termine iniziale, ha altri riscontri biblici? Assolutamente sì.
Tutto il capitolo 39 e 40 del profeta Ezechiele ne parla in modo specifico.
Leggiamo però alcuni versetti per approfondire alcuni dettagli:

Ezechiele 39:2 Io ti porterò via, ti spingerò avanti,
ti farò salire dalle estremità del settentrione
e ti condurrò sui monti d'Israele;
Ezechiele 39:4 Tu cadrai sui monti d'Israele,
tu con tutte le tue schiere
e con i popoli che saranno con te;
ti darò in pasto agli uccelli rapaci, agli uccelli d'ogni specie,
e alle bestie dei campi.
Ezechiele 39:6 "Manderò il fuoco su Magog
e su quelli che abitano sicuri nelle isole;
e conosceranno che io sono il SIGNORE.
Ezechiele 39:7 Farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele,
e non lascerò più profanare il mio nome santo;
le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE,
il Santo in Israele.
[...]
Ezechiele 39:21 "Io manifesterò la mia gloria fra le nazioni;
tutte le nazioni vedranno il giudizio che io eseguirò
e la mia mano che metterò su di loro.
[...]
Ezechiele 39:28 Essi conosceranno che io sono il SIGNORE, il loro Dio,
quando, dopo averli fatti deportare fra le nazioni,
li avrò raccolti nel loro paese
e non lascerò là più nessuno di essi;
Ezechiele 39:29 non nasconderò più loro la mia faccia,
perché avrò sparso il mio Spirito sulla casa d'Israele",
dice il Signore, DIO».


(Confronta inoltre Zaccaria 13)

In questo brano appare in modo ancora più marcato il destinatario di questa promessa, di queste profezie: Israele.
Dopo essere stato deportato fra le nazioni, tutto il popolo sarà raccolto nel suo paese (e ciò sta iniziando a succedere al giorno d'oggi), ossia la terra promessa.
Il Signore proteggerà Israele in prima persona mandando un fuoco su Gog e Magog, tutto il regno del Settentrione. Il Signore manifesterà la Sua gloria fra le nazioni e tutte le nazioni verranno al giudizio dopo questi avvenimenti.
In questo contesto, il Signore spargerà il Suo Spirito su tutta la casa di Israele, esattamente come promette anche attraverso le parole di Gioele.
Queste descrizioni ci aiutano a capire quanto siano ravvicinati gli eventi di cui si sta parlando. Dio respingerà il regno del Settentrione, spargerà il Suo Spirito su Israele, chiamerà tutte le nazioni a giudizio.
Questi avvenimenti si susseguiranno molto velocemente; questo pone sicurezza nel fatto che nulla di tutto ciò è ancora accaduto. E' una profezia che riguarda gli ultimi tempi, gli ultimi giorni che ci saranno prima del giorno del giudizio.

Perchè allora l'Apostolo Pietro cita la profezia di Gioele a Pentecoste? (cfr. Atti 2:14-21) Molto probabilmente, il giorno di Pentecoste si è avverato un primo adempimento di questa profezia, a cui si sono associate tremila conversioni.
In quel giorno però, Pietro si stava riferendo a Israele, e non ai gentili.
Questo è chiarito dallo stupore di Pietro di fronte al battesimo nello Spirito Santo di Cornelio e la sua famiglia (Atti 10).
L'adempimento completo perciò è da considerarsi legato a tutti gli eventi indicati nella profezia: l'intervento diretto di Dio, la conversione in massa di Israele (cfr. Romani 11:25, 26) e il riconoscimento di tutte le nazioni della Terra della gloria di Dio.

Ora che abbiamo contestualizzato la profezia, desidero approfondire questo versetto:

Gioele 2:30 Farò prodigi nei cieli e sulla terra:
sangue, fuoco, e colonne di fumo
.

Sicuramente rappresenta degli sconvolgimenti della natura che avverranno in quei tempi. Il versetto successivo infatti descrive il sole oscurato e la luna color sangue.
Sono persuaso tuttavia che in una seconda interpretazione si possa riconoscere un simbolismo molto intenso, legato alla storia e al destino di Israele.

Questi tre elementi (sangue, fuoco e colonne di fumo) sono molto cari alla tradizione ebraica sacerdotale: il sangue dei sacrifici, arsi dal fuoco che creano il fumo sull'altare (p.es: Esodo 29:11-13).

Gli stessi elementi (tranne il sangue) però, si trovano anche in un momento fondamentale della storia di Israele: la trasmissione da parte di Dio della Legge a Mosè.

Esodo 19:10 Allora il SIGNORE disse a Mosè: «Va' dal popolo, santificalo oggi e domani; fa' che si lavi le vesti.
Esodo 19:11 Siano pronti per il terzo giorno; perché il terzo giorno il SIGNORE scenderà in presenza di tutto il popolo sul monte Sinai.
Esodo 19:12 Tu fisserai tutto intorno dei limiti al popolo, e dirai: "Guardatevi dal salire sul monte o dal toccarne i fianchi. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.
Esodo 19:16 Il terzo giorno, come fu mattino, ci furono tuoni, lampi, una fitta nuvola sul monte e si udì un fortissimo suono di tromba. Tutto il popolo che era nell'accampamento tremò.
Esodo 19:17 Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento per condurlo a incontrare Dio; e si fermarono ai piedi del monte.
Esodo 19:18 Il monte Sinai era tutto fumante, perché il SIGNORE vi era disceso in mezzo al fuoco; il fumo saliva come il fumo di una fornace, e tutto il monte tremava forte.


Il Signore desiderava presentarsi "in mezzo a tutto il popolo", ma a causa della Sua Santità e dell'impurità di Israele, dovette comandare di mettere a morte chiunque toccasse il monte. Questo proprio perchè mancava il terzo elemento: il sangue.
Il sangue rappresenta l'espiazione di Cristo, che permette di avere comunione con Dio.

Il monte però era investito da una nuvola di fumo. Questa è la nuvola della gloria di Dio Padre. (cfr. Esodo 16:10)
La nuvola della gloria era discesa in mezzo al fuoco. Il fuoco dello Spirito Santo. (cfr. Atti 2:3-4)

E' chiaro come in questo avvenimento biblico sia presentata Dio nella pienezza della Sua natura. E che questi stessi elementi siano ripresi migliaia di anni dopo la prima rivelazione della Legge ad Israele, nel momento in cui finalmente il Signore potrà presentarsi a volto scoperto e accogliere il popolo eletto adempiendo millenni di promesse e profezie, adempiendo finalmente in modo completo il Suo desiderio perenne.

Questo è il vero prodigio!
Un prodigio che avverrà sulla terra ma che avrà fondamentali ripercussioni nei cieli, nella dimensione spirituale.
Da sempre un mondo influenza l'altro, ma questo avvenimento metterà un sigillo a queste due realtà, accelerando per l'ultima volta la piena manifestazione delle realtà spirituali, attraverso la sconfitta di Satana e la prima resurrezione (Apocalisse 20:1-6) che sarà ormai imminente.

Ecco quindi che il Signore spanderà il Suo Spirito su ogni persone della casa di Israele, con un triplice battesimo.

Un battesimo (immersione) nel sangue di Cristo, affinchè possano essere purificati da tutte le loro iniquità.

Un battesimo nel fuoco dello Spirito Santo, una convinzione di peccato per riconoscere finalmente Dio nella Sua pienezza.

Zaccaria 12:10 «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme
lo Spirito di grazia e di supplicazione;
essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto,
e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico,
e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito.


Ma anche un battesimo nel fumo della gloria di Dio Padre, che potrà finalmente mostrarsi a tutto il Suo popolo (non solo a Mosè come per la trasmissione della Legge) esattamente come era nei Suoi propositi iniziali.

C'è una grande gioia nel vedere i piani eterni di Dio adempiersi puntualmente, in modo quasi poetico. Ciò che è stato rivelato in principio viene ripresentato più volte fino a mostrarsi pienamente per quella che è l'intenzione originale del Creatore. C'è gioia nel vedere che nulla accade a caso e che ogni brano biblico ha un'importanza eterna, perchè eterna è la Parola di Dio.

Questo giorno sarà glorioso oltre ogni immaginazione.
Questo giorno cambierà le sorti dell'intera umanità, chi in un modo e chi in un'altro.
Questo, è il giorno che ogni ebreo ortodosso attende, ignorando che in realtà il Messia desiderato è già arrivato in passato.
Questo, è il giorno che ogni cristiano aspetta, esprimendo l'invocazione "Maràna tha!"

Prima di questo giorno però, ogni cristiano ha modo di vivere un suo anticipo.

Romani 8:23a [...] noi, che abbiamo le primizie dello Spirito [...]

Tutti i credenti in Cristo infatti hanno le primizie, una prima parte dello Spirito Santo; che permette il ravvedimento e il perdono dei propri peccati (attraverso il sangue di Cristo), il battesimo nel fuoco dello Spirito, e un assaggio del battesimo nel fumo della gloria di Dio.
Questo è il luogo Santissimo. Il luogo della presenza della gloria del Signore.
Un luogo celeste che è possibile raggiungere camminando con Dio in modo sempre più intimo, esattamente come fece Enoch ed Elia.
Un'esperienza che nessun uomo superficiale farà mai, una rivelazione che porta direttamente al trono di Dio.

Questo, è l'intimo desiderio che ogni cristiano dovrebbe avere dentro di sè.
Non solo i profeti, non solo i ministri della lode e adorazione.
Il Signore si è acquistato un popolo attraverso il Suo proprio sangue. Non lo ha acquistato per una relazione superficiale ma per potersi rivelare pienamente per ciò che è. Quanti di noi però hanno questo desiderio?

Quanti hanno questa aspettativa ogni giorno della propria vita, in ogni domenica e ad ogni culto?

Colossesi 3:1 Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio.
Colossesi 3:2 Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;
Colossesi 3:3 poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.
Colossesi 3:4 Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria.


Solo quando Cristo sarà manifestato, potremo esserlo anche noi.
Ma fino ad allora, l'esortazione del Signore è sempre quella di cercare le cose di lassù, aspirare alla posizione celeste nella quale è ora Cristo.
La nostra vita è nascosta in Dio, noi siamo spiritualmente nei luoghi celesti.
Vediamo dunque di fare nostra questa aspirazione. Fare nostro questo desiderio di Dio. E in questo modo sperimentare esperienze spirituali che mai avremmo potuto immaginare. Perchè a noi è possibile farlo - in una certa misura - anche prima del gran giorno del Signore. (2Co12:2)

giovedì 13 maggio 2010

Oh, fossero pur tutti profeti!

Numeri 11:24 Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del SIGNORE; radunò settanta fra gli anziani del popolo e li dispose intorno alla tenda.
Numeri 11:25 Il SIGNORE scese nella nuvola e parlò a Mosè; prese dello Spirito che era su di lui, e lo mise sui settanta anziani; e appena lo Spirito si fu posato su di loro, profetizzarono, ma poi smisero.
Numeri 11:26 Intanto, due uomini, l'uno chiamato Eldad e l'altro Medad, erano rimasti nell'accampamento, e lo Spirito si posò su di loro; erano fra i settanta, ma non erano usciti per andare alla tenda; e profetizzarono nel campo.
Numeri 11:27 Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè, e disse: «Eldad e Medad profetizzano nel campo».
Numeri 11:28 Allora Giosuè, figlio di Nun, servo di Mosè fin dalla sua giovinezza, prese a dire: «Mosè, signor mio, non glielo permettere!»
Numeri 11:29 Ma Mosè gli rispose: «Sei geloso per me? Oh, fossero pure tutti profeti nel popolo del SIGNORE, e volesse il SIGNORE mettere su di loro il suo Spirito!»
Numeri 11:30 E Mosè si ritirò nell'accampamento, insieme con gli anziani d'Israele.


Mosè, insieme a Davide, è stato il migliore esempio di guida scelta da Dio per il Suo popolo. Sulle sue spalle gravavano pesantissime responsabilità ma ha affrontato ogni cosa parlando al Signore faccia a faccia come un uomo parla col proprio amico. (Esodo 33:11) Questa intimità vissuta con il giusto timore di Dio è stata la chiave per l'adempimento delle grandi opere che il Signore aveva preordinato per lui.
Dopo l'ennesima lamentela del popolo di Israele, Dio comunica a Mosè di radunare settanta anziani per suddividere il peso delle responsabilità fra di loro affinchè non gravi tutto sulle sue spalle. In questo si vede la reazione di Mosè, affatto orgoglioso o desideroso di detenere il potere, che esprime con un sospiro il suo desiderio che siano tutti profeti nel popolo del Signore. E' da notare la differenza generazionale di punti di vista fra un giovane Giosuè pieno di zelo ma con ancora non molta esperienza e un anziano Mosè, modellato dal Signore nel corso della sua vita. Questa frase da lui espressa non è lasciata al caso. Non è un'affermazione fine a sè stessa o un desiderio unicamente personale. Questo, in ultima analisi, è il desiderio di Dio.
A partire da quel momento infatti, tutta la storia dell'umanità guidata dal Signore si dirige verso un'ultimo e importantissimo giorno:

Gioele 2:28 «Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona:
i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,
i vostri vecchi faranno dei sogni,
i vostri giovani avranno delle visioni.
Gioele 2:29 Anche sui servi e sulle serve,
spargerò in quei giorni il mio Spirito.
Gioele 2:30 Farò prodigi nei cieli e sulla terra:
sangue, fuoco, e colonne di fumo.
Gioele 2:31 Il sole sarà cambiato in tenebre,
e la luna in sangue,
prima che venga il grande e terribile giorno del SIGNORE.
Gioele 2:32 Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato;
poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza,
come ha detto il SIGNORE,
così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.


Il desiderio del Signore è spargere il Suo Spirito su ogni persona e moltiplicare i Suoi messaggi: profezie, sogni e visioni su ogni individuo del popolo.
Tutto ciò si compierà pienamente poco prima del giorno del giudizio, con ripercussioni fondamentali sul popolo di Israele. I riferimenti allo stravolgimento dell'ordine naturale (tenebre, fuoco, fumo) hanno infatti adempimento escatologico, come pure la salvezza fra i superstiti ebrei che il Signore chiamerà dalle estremità della Terra a Gerusalemme.
Tale profezia però ha già trovato un primo adempimento alla Pentecoste (Atti 2:14) pertanto è applicabile al tempo odierno alla Chiesa, in attesa di allargare tali promesse includendo Israele, destinatario finale.
Abbiamo conferme di questo dagli insegnamenti delle Scritture:

1Corinzi 3:16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
1Corinzi 3:17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.


1Corinzi 14:31 Infatti tutti potete profetare a uno a uno, perché tutti imparino e tutti siano incoraggiati.

Osserviamo quindi come ogni individuo convertito a Cristo nel tempo presente riceve dentro di sè lo Spirito di profezia ed è messo nella condizione di profetizzare secondo il desiderio del Signore. Questo desiderio inoltre è comunicato dal Signore stesso ed incoraggiato ad ogni credente affinchè ci sia armonia nello Spirito.

1Corinzi 14:39 Pertanto, fratelli, desiderate il profetare, e non impedite il parlare in altre lingue.

Esodo 33:12 Mosè disse al SIGNORE: «Vedi, tu mi dici: "Fa' salire questo popolo!" Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure hai detto: "Io ti conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei".
Esodo 33:13 Or dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca e possa trovare grazia agli occhi tuoi. Considera che questa nazione è popolo tuo».
Esodo 33:14 Il SIGNORE rispose: «La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo».Esodo 33:15 Mosè gli disse: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui.Esodo 33:16 Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia agli occhi tuoi, se tu non vieni con noi? Questo fatto distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».
Esodo 33:17 Il SIGNORE disse a Mosè: «Farò anche questo che tu chiedi, perché tu hai trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente».
Esodo 33:18 Mosè disse: «Ti prego, fammi vedere la tua gloria!»Esodo 33:19 Il SIGNORE gli rispose: «Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà».
Esodo 33:20 Disse ancora: «Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere».
Esodo 33:21 E il SIGNORE disse: «Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso;
Esodo 33:22 mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato;
Esodo 33:23 poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere».


Mosè però non desiderava solo che tutti potessero essere profeti.
In un momento di profondo dialogo con il Signore, esprime tre fondamentali desideri del suo cuore. Desideri che Dio gli concede di buon grado, approvandoli.
1) Fammi conoscere le tue vie affinchè ti conosca.
2) Se la tua presenza non viene con me io non mi muoverò.
3) Fammi vedere la tua gloria!
Ebbene, come per i profeti, sono persuaso che in questa dispensazione il Signore desideri ardentemente che tutto il Suo popolo, che l'intera Sua Chiesa possa ricercare con profonda passione queste tre cose.

2Pietro 3:18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

2Corinzi 2:17 Noi non siamo infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo.

2Corinzi 3:18 E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.

Questa è la via per crescere nella fede, camminare verso il Signore e adempiere la nostra chiamata personale, qualunque essa sia.
Mettiamoci in preghiera davanti al Signore. Chiediamo di crescere nella Sua conoscenza. Domandiamo di poter dimorare nella Sua presenza in qualunque opera buona. Non accontentiamoci solo di questo però! Contempliamo la gloria di Dio, nella misura in cui riusciamo a raggiungerla. Desideriamo la gloria di Dio. Ricerchiamo la gloria di Dio! Mosè vide le spalle della gloria di Dio. Noi possiamo vederla come in uno specchio. Gli specchi del I secolo erano pezzi di metallo vagamente riflettenti, quindi il significato è che anche noi possiamo vedere la gloria di Dio ma in modo imperfetto finchè siamo su questa Terra. Ma se il nostro desiderio arde, il Signore ci attirerà sempre più vicino a sè. Saremo trasformati nella Sua immagine. E finalmente un giorno potremo vederLo nella pienezza della Sua Gloria.

Giobbe 19:25 Ma io so che il mio Redentore vive
e che alla fine si alzerà sulla polvere.
Giobbe 19:26 E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Giobbe 19:27 Io lo vedrò a me favorevole;
lo contempleranno i miei occhi,
non quelli d'un altro;
il cuore, dal desiderio, mi si consuma!


Questa è la nostra eredità. Lo scopo, il fine ultimo della nostra vita.
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