Isaia 6:1 Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.
Isaia 6:2 Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava.
Isaia 6:3 L'uno gridava all'altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!»
Apocalisse 4:2 Subito fui rapito dallo Spirito. Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c'era uno seduto.
Apocalisse 4:6 Davanti al trono inoltre c'era come un mare di vetro, simile al cristallo; in mezzo al trono e intorno al trono, quattro creature viventi, piene di occhi davanti e di dietro.
Apocalisse 4:8 E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali, ed erano coperte di occhi tutt'intorno e di dentro, e non cessavano mai di ripetere giorno e notte: «Santo, santo, santo è il Signore, il Dio onnipotente, che era, che è, e che viene».
La parola "Santo" deriva dal latino "Sànctus" che è denominativo di "Sanc-us" = "Sàc-er", ossia Sacro. Significa "Riconosciuto sacro, Che è dedicato ad usi sacri, Che riguarda Dio, Che vive secondo la legge di Dio."
In tono discorsivo potremmo dire che il significato sia quello di essere messi a parte, selezionati per Lui. Quando una persona è dedicata a Dio, ubbidendo alla chiamata del Signore Gesù infatti si dice che sia santa. Questa persona è santa perchè con la bocca ha confessato Gesù come Signore e col cuore ha creduto che Dio lo ha risuscitato dai morti (Rm 10:9) e la sua nuova condotta di vita conferma la conversione del suo cuore. La santità quindi è qualcosa che si acquista convertendoci al Signore, rispondendo alla Sua chiamata di seguirlo.
Si dice di una persona: Giovanni è santo. Il che implica che ha (possiede) la santità.
La Scrittura però, oltre tutto ciò, afferma anche ripetutamente che Santo è Dio.
Abbiamo appena compreso il significato di santità per un essere umano, ma cosa significa santità per Dio? Il profeta Isaia e l'apostolo Giovanni hanno in comune il fatto di avere visto il trono della presenza di Dio, descrivendolo in modo quasi identico. Entrambi hanno riconosciuto i serafini, ossia angeli incaricati di stare del continuo alla presenza di Dio, gridando SANTO, SANTO, SANTO E' IL SIGNORE. Di una persona si può dire che è santa, che ha la santità. Ma le schiere angeliche dichiarano che "Santo è il Signore", non "Il Signore è Santo". C'è differenza. Se il Signore è Santo, vuol dire che ha l'attributo della santità. Se (come è attestato dalla Scrittura) Santo è il Signore, la proclamazione è che la santità del Signore non è un suo attributo bensì è la sua identità! Il Signore non ha la santità, Lui E' la santità.
Ritengo che questa riflessione e questo cambiamento di prospettiva possano benedire grandemente la nostra relazione con il Signore.
In base a questo infatti deve cambiare il concetto che abbiamo di santità derivato dall'adempiere la legge di Dio. Noi non siamo santi perchè compiamo le opere che piacciono a Dio, perchè la nostra condotta di vita asseconda la legge di Dio e la Sua volontà, niente affatto!
Noi (credenti nati di nuovo) abbiamo in noi Lo Spirito Santo:
1Corinzi 3:16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
Di conseguenza siamo santi solo perchè abbiamo il Signore che dimora in noi!
Giovanni 15:4 Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.
Se noi dimoriamo (realmente) in Gesù, Lui stesso dimora in noi. E la nostra santificazione è derivata da avere LA PERSONA DELLA SANTITA' legata indissolubilmente al nostro spirito.
Non è una questione di fare quindi ma è una questione di essere in Colui che è!!
Archivio blog
- mar 2025 (1)
- set 2022 (1)
- mag 2022 (1)
- apr 2022 (2)
- gen 2022 (1)
- nov 2021 (1)
- ott 2021 (2)
- ago 2021 (1)
- lug 2021 (1)
- giu 2021 (1)
- mar 2021 (1)
- feb 2021 (1)
- gen 2021 (2)
- dic 2020 (1)
- nov 2020 (2)
- ott 2020 (2)
- apr 2020 (2)
- feb 2020 (1)
- gen 2020 (1)
- ott 2019 (1)
- set 2019 (1)
- apr 2019 (1)
- mar 2019 (1)
- feb 2019 (2)
- gen 2019 (1)
- dic 2018 (1)
- nov 2018 (1)
- set 2018 (2)
- lug 2018 (1)
- mag 2018 (1)
- apr 2018 (1)
- mar 2018 (1)
- feb 2018 (3)
- gen 2018 (6)
- lug 2017 (1)
- giu 2017 (1)
- mag 2017 (2)
- apr 2017 (2)
- mar 2017 (1)
- gen 2017 (1)
- dic 2016 (2)
- nov 2016 (2)
- ott 2016 (2)
- ago 2016 (1)
- lug 2016 (1)
- giu 2016 (3)
- mag 2016 (2)
- apr 2016 (1)
- mar 2016 (1)
- feb 2016 (2)
- gen 2016 (2)
- dic 2015 (3)
- nov 2015 (1)
- ott 2015 (3)
- set 2015 (5)
- ago 2015 (1)
- lug 2015 (4)
- giu 2015 (1)
- mag 2015 (1)
- apr 2015 (2)
- mar 2015 (3)
- feb 2015 (3)
- gen 2015 (3)
- dic 2014 (1)
- nov 2014 (3)
- ott 2014 (2)
- set 2014 (3)
- ago 2014 (2)
- lug 2014 (2)
- giu 2014 (3)
- mag 2014 (4)
- apr 2014 (5)
- mar 2014 (5)
- feb 2014 (3)
- gen 2014 (4)
- dic 2013 (5)
- nov 2013 (5)
- ott 2013 (5)
- set 2013 (3)
- ago 2013 (2)
- lug 2013 (4)
- giu 2013 (5)
- mag 2013 (3)
- apr 2013 (7)
- mar 2013 (3)
- feb 2013 (2)
- nov 2012 (5)
- set 2012 (3)
- giu 2012 (2)
- mag 2012 (3)
- mar 2012 (3)
- feb 2012 (2)
- gen 2012 (2)
- dic 2011 (4)
- ott 2011 (1)
- set 2011 (3)
- lug 2011 (2)
- giu 2011 (3)
- mag 2011 (7)
- apr 2011 (6)
- mar 2011 (10)
- feb 2011 (6)
- gen 2011 (9)
- dic 2010 (2)
- nov 2010 (3)
- ott 2010 (2)
- set 2010 (1)
- lug 2010 (3)
- giu 2010 (6)
- mag 2010 (19)
- apr 2010 (11)
- feb 2010 (1)
- gen 2010 (1)
- dic 2009 (10)
Cerca nel blog
venerdì 16 aprile 2010
La santità del Signore e la nostra.
Etichette:
1 Corinzi,
Apocalisse,
Isaia,
Rivelazioni personali,
Vangelo di Giovanni
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento