Da tempo, si è diffusa sempre maggiormente fra i cristiani l'abitudine di mal vedere la teologia biblica. Questo a causa di esperienze passate, che hanno portato alla conclusione che sia meglio evitare certi discorsi dottrinali, alimentando l'esistenza di una serie di tabù presenti in moltissime chiese.
Un po' ovunque si è consolidato il sillogismo che il confronto teologico sia sinonimo di discussione sterile e controproducente. Sicuramente questo è possibile. Probabile, addirittura. Del resto, lo stesso Apostolo Paolo metteva in guardia Timoteo di non occuparsi di "favole e di genealogie senza fine, le quali suscitano discussioni invece di promuovere l'opera di Dio, che è fondata sulla fede." (1Tim1:4)
Questo pericolo però, non credo debba essere di ostacolo alla naturale crescita dei credenti, alla possibilità e al diritto di ogni persona di pensare e credere con la propria testa. La fede cristiana è basata sulla Bibbia, ed è sano che ogni credente abbia le proprie convinzioni maturate da uno studio e una lettura personale.
E' più facile evitare certi confronti dottrinali piuttosto che studiare di più, per poter confermare (o rivedere) la propria posizione.
Esemplare in questo senso, è l'atteggiamento dei credenti di Berea:
Atti 17:11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.
Contemporaneamente, l'altra faccia della medaglia è rivolta verso i non credenti. Verso filosofie e dottrine insane che si propagano a macchia d'olio.
2Timoteo 4:1-4 Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno:
predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza.
Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie,
e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.
Possiamo vedere ancora una volta l'opposizione tra la sana dottrina e quelle che vengono chiamate "favole". Il baricentro si sposta dal confronto tra fratelli ad una vera e propria difesa della fede ed evangelizzazione. Viene profetizzato che in un tempo futuro le persone cercheranno delle favole, rinnegando la sana dottrina. Questo era un grave pericolo nella Chiesa primitiva, che si è trovata a combattere contro innumerevoli eresie giudaiche, gnostiche ed ellenistiche. Ma è un pericolo ancora più grave per la Chiesa attuale. Come moderne idre, tali correnti filosofiche rifioriscono in numero sempre maggiore, nonostante gli strenui combattimenti sostenuti dai dottori della Chiesa in più di duemila anni di storia. Anche davanti a quest'altro pericolo dunque, qual'è la soluzione? Evitare di parlare delle dottrine bibliche nel rispetto di tutti?
Questo non sarebbe rispetto, ma ipocrisia.
No, la soluzione non è far finta di niente.
Efesini 4:11 È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori,
Efesini 4:12 per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo.
1Corinzi 12:28 E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue.
Dio ha posto nella Chiesa dei dottori. Degli insegnanti.
Non li ha messi a caso. Li ha messi per un motivo ben specifico.
Il ministero del dottore coinvolge l'insegnamento della sana dottrina, ma anche e soprattutto la sua preservazione.
Una duplice funzione, interna ed esterna.
Ma qual'è la differenza fra la sana dottrina e le "favole" che nomina l'Apostolo Paolo? Vediamo insieme due esempi per trovare la risposta a questa domanda.
1) L'insegnamento degli Apostoli
Atti 2:42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.
2) La dottrina rivelata
Galati 1:1 Paolo, apostolo non da parte di uomini né per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti.
Galati 2:1 Poi, trascorsi quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito.
Galati 2:2 Vi salii in seguito a una rivelazione, ed esposi loro il vangelo che annuncio fra gli stranieri; ma lo esposi privatamente a quelli che sono i più stimati, per il timore di correre o di aver corso invano.
Galati 2:9 riconoscendo la grazia che mi era stata accordata, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono reputati colonne, diedero a me e a Barnaba la mano in segno di comunione perché andassimo noi agli stranieri, ed essi ai circoncisi;
I dodici Apostoli impararono gli insegnamenti da Gesù.
L'Apostolo Paolo si convertì incontrando in modo sovrannaturale il Signore, ed apprese la Sua dottrina in modo altrettanto sovrannaturale, per rivelazione.
La sana dottrina proviene da Dio, per rivelazione.
Le false dottrine provengono dalla fantasia umana. Per questo sono "favole".
Questa, è la differenza.
CONCLUSIONI:
Personalmente ritengo sia salutare potersi confrontare all'interno della Chiesa su temi biblici, per poter crescere e porre basi solide sulla propria fede.
E' salutare riconoscere e promuovere all'interno della Chiesa il ministero di dottore (insieme agli altri quattro, ovviamente) per insegnare e preservare la sana dottrina.
Biblicamente la sana dottrina (la Bibbia, il Vangelo) è tale perchè proveniente direttamente da Dio.
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venerdì 29 aprile 2011
La sana dottrina
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