Nel mondo Cristiano ci sono molte idee e sensibilità differenti.
Quasi ogni aspetto di fede è declinato in numerose varianti e prese di posizione.
La stessa evangelizzazione, l'annuncio dell'Evangelo di Cristo, fa nascere parecchi pensieri e strategie che ricadono sullo stesso scopo.
Alcuni pensano che questo sia insignificante. L'importante, dopotutto, è raggiungere lo scopo; non la modalità per la quale ci arrivi.
Personalmente però (per questo caso) non sono d'accordo con tale affermazione.
La testimonianza della propria fede è legata a doppio filo con la propria vita di fede.
Sembra un concetto scontato, ma prendendo del tempo per rifletterci, ci si accorge che in realtà è un fondamento dall'importanza sottovalutata.
In poche parole, la mia testimonianza riflette inevitabilmente quello che effettivamente sto vivendo. Riflette la qualità della mia fede, del mio stile di vita e del mio carattere. La testimonianza è il racconto di qualcosa che è successo a noi stessi, qualcosa che ci ha cambiato l'esistenza in meglio. Questa deve essere visibile, concreta e soprattutto vera. Le persone non sanno cosa farsene di filosofie finte.
A fronte di tutto ciò dunque, qual'è il carattere, del cristiano? Quale lo stile di vita che deve trasmettere nell'Evangelizzazione?
Matteo 5:39 Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra;
Matteo 5:40 e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello.
Matteo 5:41 Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due.
Matteo 5:42 Da' a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
Matteo 5:43 Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico".
Matteo 5:44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
Matteo 5:45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Matteo 5:46 Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani?
Matteo 5:47 E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto?
Matteo 5:48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Filippesi 2:1 Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione,
Filippesi 2:2 rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento.
Filippesi 2:3 Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso,
Filippesi 2:4 cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri.
Filippesi 2:5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù,
Filippesi 2:6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,
Filippesi 2:7 ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;
Filippesi 2:8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
Il carattere del cristiano deve essere quello descritto in questi brani.
Altrimenti c'è qualcosa di sbagliato.
La parola chiave della sua vita deve essere "compassione".
Deve condividere i sentimenti delle altre persone, viverli assieme; per poi portare il proprio aiuto come umile servo di Cristo.
Questa è l'Evangelizzazione che Cristo richiede.
Non è gridare al mondo le proprie idee, imporre i propri diritti, aggredire con la certezza di essere nel giusto. Queste cose le fanno i pagani.
Certo, l'Apostolo Paolo si è appellato ai suoi diritti da cittadino dell'Impero Romano, alcune volte ha parlato e gridato per strada evangelizzando. Ma il suo parlare era condito con sale e il suo cuore era compassionevole.
Senza compassione, senza carità, senza amore.....il cristianesimo non ha senso.
Ecco perchè "il fine" dell'evangelizzazione non giustifica qualsiasi mezzo.
Solo il mezzo della compassione può portare veramente a Cristo.
Purtroppo tutto il resto (per quanto Dio lo possa utilizzare a fin di bene) è fuori luogo e molto spesso dannoso e controproducente.
Lascio riflettere alle coscienze di ognuno di noi se il nostro agire rivela il desiderio del Signore oppure no.
Se così non fosse, chiediamo al nostro Padre celeste questa nuova rivelazione e l'aiuto per poterla vivere giorno dopo giorno.
Di sicuro non la vedremo negare.
E potremo essere veramente di aiuto al prossimo. Nella volontà di Dio.
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domenica 20 marzo 2011
Aggressione o Compassione?
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1 commento:
Davvero edificante...finalmente ritrovo la freschezza della Parola semplice e vera ! Dio ti benedica
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