Salmo 26:8-10 O SIGNORE, io amo trattenermi nella tua casa,
nel luogo dove risiede la tua gloria.
Non mettermi in un fascio con i peccatori,
non associarmi agli uomini sanguinari,
nelle cui mani è scelleratezza,
e la cui destra è colma di regali corruttori.
Il re Davide scrisse questo salmo, manifestando i desideri del suo cuore.
Non sono parole da prendere alla leggera, sono parole profonde, dalle implicazioni molto importanti. Sono parole di una persona rigenerata dallo Spirito Santo. Scelta da Dio. Eletta.
Salmi 63:1 O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall'alba;
di te è assetata l'anima mia, a te anela il mio corpo
languente in arida terra, senz'acqua.
Questo anelito, questo intenso desiderio e trasporto verso Dio è qualcosa di estraneo all'uomo. Certo, c'è in ogni essere umano una vaga consapevolezza dell'esistenza di una o più divinità, ma questa certezza, questa lucidissima fede, è qualcosa di soprannaturale. Qualcosa che non appartiene al genere umano, da quando Adamo scelse di mangiare il frutto proibito. La storia e la Bibbia insegnano quanto grande sia il traviamento degli uomini. La loro cattiveria, la loro malvagità. Nell'Antico Testamento troviamo la storia degli uomini di Dio del passato. Ma per poche decine di giusti (scelti e chiamati da Dio), milioni - anzi, miliardi - sono i corrotti.
Anche nella nostra società, quanti sono quelli che dicono:
"Amo mettermi in un fascio con i peccatori,
associarmi con gli uomini sanguinari
nelle cui mani è scelleratezza,
e la cui destra è colma di regali corruttori.
O SIGNORE, non mettermi nella tua casa,
nel luogo dove risiede la tua gloria."
Non c'è bisogno di dirlo. E' ancor più chiaro osservarlo in coloro che si comportano in questo modo.
Certo, molti di essi magari non si mettono con gli uomini sanguinari, ma parimenti fuggono dalla casa del Signore, dalla sua gloria. Coloro che non si interessano di Lui, ma desiderano volontariamente starne alla larga.
Le due vie portano nella medesima direzione.
Luca 10:27 «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso».
Questo è il più grande comandamento di Dio. E' composto da due parti, ma non sono divisibili. Sono legate a doppio filo, l'una all'altra.
Puoi amare il tuo prossimo, ma se non ami Dio sei mancante.
Puoi dire di amare Dio, ma se non ami il prossimo sei menzognero (1Gv 4:20).
L'adempimento passionario di questi due comandamenti invece, riconosce in modo limpido i figli di Dio. Le persone che desiderano il Signore più di ogni altra cosa e che non trovano pace finchè non arrivano alla Sua dimora, dove è presente la Sua gloria. Questi inseguitori di Dio sono coloro che Lo troveranno. Coloro che spendendo tutta la vita in questo consumante desiderio, nel giorno in cui si manifesterà potranno contemplarlo così come Egli è, manifestando a loro volta la propria natura celeste (1 Gv3:2).
Giovanni 17:16 Essi [i discepoli di Gesù] non sono del mondo, come io [Gesù] non sono del mondo.
I veri credenti non sono di questo mondo. Il loro desiderio di raggiungere Dio, la loro insaziabile fame di contemplare la Sua gloria, il loro tormento e la loro angoscia nei momenti di lontananza dalla Sua presenza sono qualcosa di spirituale e non terreno. Questi sentimenti sono il suggello dello Spirito Santo, il segno di un sigillo divino. Non c'è confusione, non ci sono svariati toni di grigio. Nel regno spirituale o si è figli di Dio oppure si è figli del diavolo. Ed è molto chiara la differenza.
Gesù Cristo sta tornando per giudicare i vivi e morti e regnare senza fine.
Le reazioni che si scateneranno sono solamente due.
Ci saranno coloro che grideranno rivolgendosi ai monti e alle rocce:
«Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello; perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?» (Ap6:16)
E quelli che invece diranno:
«Amen! Vieni, Signore Gesù!» (Ap 22:20)
Entrambi questi gruppi di persone troveranno esattamente quello che cercano, e la troveranno per l'eternità.
Quanto è importante capire veramente quello che si desidera, quello che si vuole ricercare. Fermiamoci a riflettere, perchè questo è esattamente quello che troveremo. La presenza o l'assenza di Dio.
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giovedì 5 maggio 2011
I due desideri: la presenza o l'assenza di Dio
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