Efesini 4:1-7 Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace. Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti. Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo.
La Chiesa della nostra generazione sembra ignorare completamente questa esortazione.
Scarsa umiltà, impazienza, insofferenza reciproca, accuse e incomprensioni riguardanti lo Spirito, aperta ostilità. Sembra quasi che vi siano più corpi, più Spiriti, più battesimi.....uno per ogni denominazione cristiana.
Purtroppo questa è la fotografia lucida e nitida della situazione attuale, e sono sicuro che la tua esperienza può confermarla. Come siamo arrivati a questo? Di chi è colpa?
La colpa è di tutti noi. Nessuno escluso.
Certo, ognuno ha le proprie motivazioni. Ciascuno può dirsi sicuro di avere perfettamente ragione. Di fatto queste molteplici “ragioni” hanno allontanato la Chiesa dal desiderio più importante del suo Sposo.
Giovanni 17:20-23 Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me.
Perfetti nell'unità. La distanza è talmente grande da causare una profonda tristezza.
Possono forse delle “verità” allontanare dalla volontà di Dio?
No di certo.
Alcune, o forse tutte, devono per forza essere menzogne.
Matteo 12:33 O fate l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero.
Dal frutto si conosce l'albero.
Settarismo. Divisioni. Quale può essere il loro albero?
Galati 5:19 Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: [...] inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie […].
E' l'albero della carnalità. Dell'egoismo. Della fragilità umana.
Sono parole molto pesanti ed è difficile e doloroso rispecchiarsi in esse in prima persona. L'occasione è importante però e vale la pena mostrare la nostra buona coscienza davanti al Signore, ascoltando la Sua voce.
La riprensione del Signore vale molto di più delle lodi degli uomini che stimiamo e che ci stanno accanto.
Salmi 139:23 Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore.
Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri.
Salmi 139:24 Vedi se c'è in me qualche via iniqua
e guidami per la via eterna.
Chiediamo insieme al Signore di esaminarci. Di mostrarci se abbiamo percorso delle vie inique. Delle vie percorse nel pregiudizio, nella critica distruttiva, nel pettegolezzo soprattutto nei confronti di fratelli nella fede.
Nel Regno di Dio non importa dove sta la "ragione", quel che conta è l'"amore".
Prendiamo il tempo necessario per affrontare a fondo queste riflessioni. Per chiedere una conferma e un'indicazione dallo Spirito Santo.
Solo dopo tutto questo possiamo affacciarci a qualcosa di nuovo: l'unità dello Spirito con il vincolo della pace.
Come è possibile raggiungerla? Cosa posso fare personalmente per promuoverla?
Credo che il brano iniziale della Lettera agli Efesini possa insegnarci molto. Torniamo quindi a leggerlo, soffermandoci al versetto sette.
Efesini 4:7 Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo.
La fede in Gesù Cristo è contraddistinta in una serie di unità. Unità del corpo, dello Spirito, della speranza e della vocazione.
Un unico Signore, una sola fede ed un solo battesimo.
Un solo Dio.
Successivamente c'è un “ma”.
Tutte queste caratteristiche sono vere, ma sono attuabili attraverso un'eccezione, che porta diversità in tutte queste unità. Qual'è questa eccezione inserita in un sistema così completo e unico?
La (differente) misura del dono di Cristo.
Ad ogni figlio di Dio viene data la Sua grazia secondo una misura personale del “dono di Cristo”.
Questa misura varia da persona a persona, pertanto non è uguale per tutti.
Questo porta a delle diversità, ed è l'unica diversità ammessa da Dio.
E' importante ora capire che cosa sia questo “dono di Cristo”, in modo da comprendere la dinamica che porta la Chiesa ad essere diversa nelle sue individualità e come sia possibile la sua unità nonostante tutto questo. Per farlo, dobbiamo continuare la lettura di questo brano tratto dalla lettera agli Efesini.
Efesini 4:9 Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra?
Efesini 4:10 Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa.
Efesini 4:11 È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori,
Efesini 4:12 per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo,
Efesini 4:13 fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo;
Efesini 4:14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore;
Efesini 4:15 ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.
Efesini 4:16 Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell'amore.
Il dono di Cristo è il ministero di apostolo, profeta, evangelista, pastore e dottore.
Ognuno di questi ministeri è una parte del dono di Cristo. Insieme mostrano l'interezza del dono. Questa diversità donata dal Signore ha lo scopo di portare all'unità della fede (vv.12,13). E' qualcosa di fondamentale importanza, il modo che il Signore ha provveduto per adempiere la Sua volontà per la Chiesa. A tutti gli effetti è il Suo dono per la Chiesa.
Non una struttura aziendale di tipo gerarchico, ma un organismo spirituale interdipendente. Dove i doni e il ministero di ogni credente ha efficacia di benedizione sull'intero Corpo. Ciò che spesso non si comprende però è che per funzionare correttamente, questi ministeri devono mantenere la propria identità. E' normale che in tutto questo ci siano priorità e punti di vista differenti, ma chi ha detto che ci deve essere un solo punto di vista?
Chi ha scritto nella Bibbia che il pastore ha potere superiore ai profeti? Che la cura d'anime sia più importante della profezia? Che gli studi biblici siano più importanti dell'evangelizzazione?
Credo che ognuno possa capire che sono tutte cose importanti. E' stupido cercare di dare più importanza a un aspetto piuttosto che ad un altro solo per avere un'organizzazione migliore.
Proverbi 14:4 Dove mancano i buoi è vuoto il granaio,
ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bue.
La stalla senza buoi è la più pulita ed organizzata del mondo. C'è solo un piccolo problema: il granaio è vuoto. A cosa serve allora? A nulla!
Certo, i buoi sporcano. Mettono in disordine. A volte sono difficili da gestire. Ma nella loro forza sta l'abbondanza della raccolta.
Se vogliamo portare frutto e che sia un frutto duraturo, è necessario chiedere al Signore di aprire la nostra mente per capire anche i fratelli che non comprendiamo. Le cause di un attrito sono molteplici. Immaturità spirituale, divergenza di interpretazione su alcuni passi biblici, doni e ministeri diversi. Per nessun motivo però ci è lecito avere discordie, gelosia, ire, contese. Quando la differenza non si basa sulle verità fondamentali della Parola di Dio, sulle dottrine che riguardano la salvezza; agiamo in modo assennato, pregando Dio che possa rivelare a noi o all'altro fratello qualcosa a riguardo. Impariamo ad avere una mente aperta e a mettere in discussione il nostro punto di vista. Scopriremo che spesso molte convinzioni si sono radicate in noi per tradizione e non per uno studio personale della Bibbia.
Ma anche quando la differenza rimane, esercitiamo l'amore di Dio in noi. La tolleranza, la pazienza e la comprensione. Invochiamo questo aiuto soprannaturale del Signore in modo da crescere e portare benedizioni alla chiesa. Non disprezziamo il dono di Cristo. Non spegnamo lo Spirito.
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giovedì 13 gennaio 2011
Il dono di Cristo
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