Giudici 7:2-7 Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo numerosa perché io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me, e dire: "È stata la mia mano a salvarmi".
Fa' dunque proclamare questo, in maniera che il popolo l'oda: Chiunque ha paura e trema se ne torni indietro e si allontani dal monte di Galaad». E tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila.
Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falla scendere all'acqua dove io li sceglierò per te. Quello del quale ti dirò: Questo vada con te, andrà con te; e quello del quale ti dirò: Questo non vada con te, non andrà».
Gedeone fece dunque scendere la gente all'acqua; e il SIGNORE gli disse: «Tutti quelli che leccheranno l'acqua con la lingua, come la lecca il cane, li metterai da parte; così pure tutti quelli che, per bere, si metteranno in ginocchio».
Il numero di quelli che leccarono l'acqua, portandosela alla bocca nella mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l'acqua.
Allora il SIGNORE disse a Gedeone: «Mediante questi trecento uomini che hanno leccato l'acqua io vi libererò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua».
"E' stata la mia mano a salvarmi". Questa frase, questo pensiero è il principale problema del Signore - anzi, dell'umanità stessa -, quando interviene in aiuto dell'uomo.
Una volta che una situazione critica viene superata, è molto facile per l'uomo dire: "sono stato bravo, mi sono salvato da solo". Questa è la filosofia americana dell'"american dream". Questo è l'insegnamento che la nostra cultura e la nostra società sta promuovendo in modo sempre maggiore, anche nelle chiese.
Il duro lavoro, il coraggio, e la determinazione. Solo in questo modo arriverai alla prosperità (economica); solo in questo modo arriverai al successo - anche ministeriale. Anche nel servizio per il Signore.
Ecco quindi che il fantasma di questo grosso problema torna anche oggi a portare malvagità di pensiero, orgoglio e superbia.
Dentro e fuori la chiesa.
Dentro, con dottrine distorte che insegnano che ogni figlio di Dio deve arrivare per forza a vivere nella prosperità economica, con piena salute e successo in ogni area della propria vita.
(Questo quando l'Apostolo Paolo diceva:
Filippesi 4:11 Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.
Filippesi 4:12 So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza.)
Dottrine che insegnano che la tua decisione, il tuo sforzo, la tua preghiera può cambiare la volontà di Dio.
(Mentre il salmista loda Dio per il motivo opposto:
Salmi 33:11 La volontà del SIGNORE sussiste per sempre,
i disegni del suo cuore durano d'età in età.
La preghiera NON cambia la volontà di Dio.
La preghiera piuttosto è lo strumento - voluto da Dio - necessario alla realizzazione di alcuni aspetti della Sua volontà, che in ogni caso non potrà mai essere frustrata.)
Fuori, con il raffreddamento dell'amore dei più.
Una civiltà meritocratica, che giudica gli individui unicamente per quello che sanno fare. Devi farcela con le tue mani, puoi arrivare al "successo" solo con le tue forze. Nessuno ti aiuterà. Perchè Dio non esiste.
A questi due risvolti della stessa medaglia, il Signore della Bibbia si oppone con fermezza. Lo ha fatto istruendo Gedeone, portandolo alla battaglia con un pugno di uomini. Lo sta facendo oggi, istruendo coloro che hanno intendimento su quale siano i Suoi disegni.
1Corinzi 1:26-31 Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili;
ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti;
Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono,
perché nessuno si vanti di fronte a Dio.
Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione;
affinché, com'è scritto:
«Chi si vanta, si vanti nel Signore».
Nella Chiesa di Cristo non ci sono molti potenti, molti nobili, molti sapienti secondo la carne.
Questo perchè il Signore non ha scelto i Suoi in base ai loro meriti, ma piuttosto in base alla Sua grazia.
Nessuno si deve vantare di fronte a Dio.
Proprio per questo motivo Egli ha scelto le cose disprezzate di questo mondo per ridurre al niente quelle che sono apprezzate dagli uomini.
Per questo motivo il Signore Gesù incarnato fu coricato in una mangiatoia appena nato; per lui non c'era spazio nell'albergo.
Giovanni 1:11 È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto;
Giovanni 1:12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome.
L'adozione a figli di Dio è qualcosa che nasce dall'alto della volontà di Dio, ma dal basso del pentimento e della contrizione di cuore.
Dal riconoscimento di non essere nulla di fronte a Dio. Proprio nel momento in cui si acquisisce questa consapevolezza il Signore rivela il Suo profondo amore.
Solo così si può conoscere. Solo così si diventa figli.
Zaccaria 4:6b "Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il SIGNORE degli eserciti.
Ecco quindi che emerge l'esigenza di lavorare senza risparmiarsi, ma con la consapevolezza che quel che fa la differenza è lo Spirito Santo, non noi.
Servire Dio con tutta la nostra passione, il nostro intelletto e il nostro cuore; ma sapendo bene che la guerra spirituale è già stata vinta da Cristo sulla croce.
Così come il Signore ha voluto educare Gedeone, allo stesso modo vuole educare noi oggi. Può capitare di essere circondati da molte battaglie (difficoltà materiali e spirituali) e vedere un significato solo nella nostra capacità di reagire e superare con le nostre forze ogni ostilità. Ma ogni credente deve prima di tutto considerare di appartenere al Signore, e valutare che la lezione che Egli ci sottopone può essere proprio quella di porre la nostra fiducia ai Suoi piedi.
Questo non vuol dire assolutamente essere passivi.
Vuol dire lavorare come se il risultato dipendesse dalle nostre forze, ma essere coscienti che in realtà dipende tutto da Dio.
In questo modo vedremo il soprannaturale nel naturale.
Vedremo i miracoli che il Signore ci accorda, nascosti in quello che molti credono sia la naturale evoluzione delle cose.
Ma vedremo anche manifestazioni potenti della volontà di Dio, volta a dimostrare come ciò che fa la differenza è e sarà sempre Lui.
Per concludere però, bisogna considerare anche un altro pensiero.
Può capitare che il Signore si riveli a persone non credenti con miracoli e potenti operazioni. Interventi soprannaturali che dichiarano in modo eclatante la mano di Dio. Tendenzialmente però, il Signore non si mostra così a coloro che si beffano di Lui. L'aspetto fondamentale è l'attitudine delle persone.
Proverbi 3:32 poiché il SIGNORE ha in abominio l'uomo perverso,
ma la sua amicizia è per gli uomini retti.
Proverbi 3:33 La maledizione del SIGNORE è nella casa dell'empio,
ma egli benedice l'abitazione dei giusti.
Proverbi 3:34 Se schernisce gli schernitori,
fa grazia agli umili.
La vittoria di Gedeone è stato un segno per Israele ma anche per i Suoi nemici.
Fino al ritorno di Cristo però, non accadrà nulla di così eclatante.
Matteo 12:38 Allora alcuni scribi e farisei presero a dirgli: «Maestro, noi vorremmo vederti fare un segno».
Matteo 12:39 Ma egli rispose loro: «Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona.
Matteo 12:40 Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti.
La morte e resurrezione del Signore è l'unico segno (miracolo) dato al mondo.
Dio vuole che si arrivi a Lui attraverso la fede in Gesù.
Questa è l'unica Via.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Nessuno si vanti di fronte a Dio
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