Genesi 6:13 Allora Dio disse a Noè: «Nei miei decreti, la fine di ogni essere vivente è giunta poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra.
Genesi 6:14 Fatti un'arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori.
[...]
Genesi 6:17 Ecco, io sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni essere in cui è alito di vita; tutto quello che è sulla terra perirà.
Genesi 6:18 Ma io stabilirò il mio patto con te; tu entrerai nell'arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te.
Nella Bibbia, Dio si rivela all'uomo. Nella Bibbia, troviamo il carattere di Dio, troviamo il cuore di Dio, troviamo le amicizie di Dio con gli uomini. Amicizie ratificate con patti divini, patti eterni.
In uno dei contesti più drammatici della narrazione biblica, troviamo Noè.
La malvagità degli uomini aveva raggiunto il colmo, attirando il giudizio divino ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Gen 6:8).
Il piano di Dio del residuo eletto per grazia (1 Re 19:18 + Ro 11:4) trova qui un precedente, mostrando un fil rouge che percorre tutta la storia dell'umanità. Noi non conosciamo Dio per come era prima dell'esistenza del creato, ma sappiamo come si è rivelato agli esseri umani. E possiamo dire che ogni volta in cui Dio è entrato nella storia, ha mostrato come caratteristica la Sua grazia. Ha mostrato del favore immeritato verso uomini o donne. Non verso uomini perfetti, non verso uomini migliori di altri ma verso uomini comuni, per motivi da ricercare il Lui solo. Ogni uomo di Dio ha raccolto con fede la grazia, arrivando a compiere opere straordinarie, sovrannaturali ed eterne.
Nella Bibbia però - così come in questo brano di Genesi - troviamo anche un altro aspetto: l'aspetto dei decreti. Anche di questi, le Scritture danno testimonianza. Il Signore ha dei decreti, decisi in sé stesso prima della creazione dell'universo, prima del tempo stesso. I disegni di Dio sono fedeli e stabili (Is 25:1) e riguardano le nazioni (De 32:8 + Gb 12:23 + Atti 17:26), la dispensazione della grazia (Ef 3:2-3), e l'elezione dei singoli credenti (Mt 25:34 + Ef 1:4 + Ro 8:28-30).
Questi disegni, questi decreti si manifestano tanto nella salvezza offerta ad alcuni, quanto ai giudizi espressi contro popoli, nazioni e persone. In tutti i libri profetici dell'Antico Testamento per esempio, troviamo giudizi di questo tipo contro Israele e Giuda a causa delle loro trasgressioni ma anche contro le nazioni pagane per aver raggiunto il colmo dei loro peccati.
Apparentemente sono aspetti contrastanti, in contraddizione. I giudizi spesso sono per la morte, mentre la grazia concede la vita, la benedizione e la prosperità. Ma sono entrambe realtà della natura, del carattere e della persona di Dio. Egli ha un piano, e questo comprende la concessione della grazia, ma anche un giusto giudizio. Era così nell'Antico Testamento ed è così a maggior ragione nel Nuovo Testamento dove il sacrificio sostitutivo di Cristo ha portato al presupposto legale della salvezza offerta all'uomo. In questo sacrificio converge la grazia che Dio ha mostrato nel passato, quella che mostra nel presente e che presenterà in futuro.
In Cristo ogni maledizione si annulla, perché egli è diventato maledizione al posto nostro (Ga 3:13). In Cristo troviamo la vita, un futuro e una speranza. In Cristo il decreto eterno di Dio di benedizione si realizza per l'uomo. Lui ha potuto fare un patto - un nuovo patto (Lc 22:20) - per una salvezza sicura e duratura. I discendenti di Noè sono tornati a peccare e ad attirarsi nuovi giudizi e maledizioni (Ge 9:25) ma i discendenti spirituali di Cristo vivranno in eterno in un luogo dove non ci sarà più pianto né dolore (Ap 21:4).
Ebrei 4:14 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo.
Ebrei 4:15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.
Ebrei 4:16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.
Accostiamoci al trono della grazia per "passare oltre" i giudizi di Dio, per "passare oltre" i diluvi che Dio scatenerà nel mondo. Accostiamoci al trono della grazia per trasformare queste acque di morte in un'acqua di rinascita, un'acqua battesimale, un'acqua di rigenerazione.
Accostiamoci al trono della grazia per una nuova vita, eterna.
Solo per grazia.
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domenica 23 giugno 2013
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