Questo è un tempo molto particolare. E' un tempo apparentemente immobile, ma che nasconde degli importanti fermenti. Molte realtà cristiane si stanno trasformando in fretta. Molti hanno desiderio di qualcosa di nuovo. Non più solo una ricerca spasmodica dei doni dello Spirito Santo, ma anche e soprattutto il desiderio di tornare ai fondamenti della fede. Per molto tempo si è pensato che fosse necessario un progressismo carismatico per far esplodere un risveglio spirituale in Italia. Si sono cercati miracoli in ogni luogo possibile. Invitati ministri importanti dalle nazioni che si consideravano più spirituali della nostra.
Ma non c'è nulla di nuovo sotto il sole.
Il mondo spirituale è più immenso dell'universo, è vero.
Ogni istante, ogni attimo può portare con sè rivelazioni ed esperienze totalmente nuove. Ma la porta è sempre e solo Una.
2Pietro 3:18 crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Solo crescendo nella grazia e nella conoscenza del Signore potremo raggiungere la novità di vita che cerchiamo. Un cristianesimo vivo. Un cristianesimo potente.
Si è pensato di raggiungere il nuovo con nuove strategie, ma così facendo si sta correndo il rischio di allontanarsi troppo da ciò che si può considerare l'antica Via.
Atti 2:42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.
L'insegnamento degli Apostoli. La comunione fraterna. Rompere il pane. Le preghiere.
Questo era ciò che condividevano i primi credenti.
Riflettendo sulla struttura e sui programmi condivisi dalle chiese locali del nostro tempo, mi è facile notare come ogni attività sia organizzata in modi molto poco personali. C'è un forte desiderio di crescere. Di far diventare la propria chiesa più grande. Di avere più numeri. Per questo si cerca di organizzare campagne evangelistiche con coreografie sempre migliori. Studi biblici sulla falsa riga delle aule universitarie. Impostare la propria chiesa su un modello cellulare, dove far crescere nella fede le persone, omogeneizzandole ad un modello standard.
E' questa la visione di chi fondava chiese negli Atti degli Apostoli? O forse crediamo davvero che i tempi sono cambiati e che dobbiamo adattarci alla società moderna?
Non penso sia il caso.
Filippesi 3:20 Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore.
Questo rispondeva Paolo alla chiesa in Filippi. Potevano vantarsi di avere cittadinanza Romana in quanto colonia. Avevano grandi vantaggi e una società superiore alla media del mondo antico. Ma non sono state prese in considerazioni le loro usanze, le loro mentalità secolari. Tanto meno dovremmo farlo ai giorni nostri.
Ciò che deve essere importante per noi è la cultura biblica, non una serie di strategie moderne. Conoscenza esperienziale del Signore, non soluzioni di marketing.
E' con questo sentimento che ora possiamo approcciarci al significato che l'Apostolo Paolo dava al discepolato cristiano.
Atti 16:1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco.
Atti 16:2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e a Iconio.
Atti 16:3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo prese e lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco.
Forse Timoteo si era convertito nell'evangelizzazione del primo viaggio missionario di Paolo, raccontato in Atti 14:6.
E' espressamente detto che Timoteo era un discepolo. Per qualche motivo Paolo lo nota e vuole che venga con sè nel viaggio missionario. Ci sono molti altri credenti, ma sceglie lui. Non era sufficiente un'ammaestramento di pochi giorni o mesi. Non ha voluto impartire un insegnamento dottrinale, qualche buon consiglio. No, lo vuole con sè. Da questo momento Timoteo entra a far parte della sua squadra apostolica. Da questo momento inizia il suo discepolato.
Ovviamente Paolo non ha portato con sè tutte le persone che si sono convertite. Ma ha provveduto per ogni chiesa fondata a restare il tempo necessario per insegnare e ammonire in base alla sana dottrina.
Atti 20:31 Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime.
E' lampante come l'impegno messo da Paolo fosse totalizzante. Non si trattava di standardizzare a un livello di conoscenza biblica, ma di insegnare e ammonire con la propria vita su questioni fondamentali per la vita nello Spirito.
2Timoteo 3:10 Tu invece hai seguito da vicino il mio insegnamento, la mia condotta, i miei propositi, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia costanza,
2Timoteo 3:11 le mie persecuzioni, le mie sofferenze [...]
Filippesi 4:9 Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.
Non si tratta di una serie di lezioni scolastiche. Non è un programma di insegnamento. E' un vero e proprio discepolato personale!
Condividere la propria vita, tutte le proprie conoscenze umane e spirituali.
Tutto questo non può essere riprodotto in scala tramite automatismi. E' necessario prendere coscienza della forte componente personale del discepolo.
Il Signore ha creato la Chiesa con cinque ministeri e ha provveduto svariati doni attraverso lo Spirito Santo. I credenti pur essendo uniti nella fede non lo sono nella propria chiamata!
1Timoteo 4:14 Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato mediante la parola profetica insieme all'imposizione delle mani dal collegio degli anziani.
2Timoteo 1:6 Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani.
1Timoteo 1:18 Ti affido questo incarico, Timoteo, figlio mio, in armonia con le profezie che sono state in precedenza fatte a tuo riguardo, perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia,
E' fondamentale promuovere e riconoscere quelli che sono i doni spirituali e i ministeri che Dio affida ai credenti. Non saremo mai tutti uguali ed è nocivo promuovere questa visione in quanto non è una visione biblica.
Credo che nei tempi a venire debba essere fortemente rivalorizzato il discepolato personale, per portare salute all'interno della Chiesa.
Formare, assistere e servire persone che possano diventare dei veri anziani nella fede e propagare un'esperienza che al giorno d'oggi scarseggia.
Torniamo all'insegnamento degli Apostoli, e il frutto non potrà che essere buono e duraturo.
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giovedì 16 dicembre 2010
Il discepolato dell'Apostolo Paolo
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