Isaia 2:3 Molti popoli vi accorreranno, e diranno:
«Venite, saliamo al monte del SIGNORE,
alla casa del Dio di Giacobbe;
egli ci insegnerà le sue vie,
e noi cammineremo per i suoi sentieri».
Da Sion, infatti, uscirà la legge,
e da Gerusalemme la parola del SIGNORE.
Isaia 3:1 Ecco, il Signore, il SIGNORE degli eserciti,
sta per togliere a Gerusalemme e a Giuda
ogni risorsa e ogni appoggio,
ogni risorsa di pane
e ogni risorsa d'acqua [...]
Il libro di Isaia presenta un forte contrasto fra profezie di condanna e punizione del popolo di Israele e di Giuda e quelle relative ad un riscatto futuro, escatologico. Dio afferma che l'iniquità di Giuda (e Gerusalemme) non si può espiare che con la loro morte (22:14) e che mille di loro fuggiranno alla minaccia di uno solo, in battaglia (30:17). Isaia però profetizza anche alle rovine di Gerusalemme di prorompere in grida di gioia, perchè il Signore consola il suo popolo (52:9), e che la loro discendenza possiederà le nazioni e popolerà le città deserte (54:3). Anche il filo delle profezie messianiche presenta messaggi disomogenei, dichiarando che il Signore sarà sia un santuario sia una pietra d'inciampo per le due case di Israele (8:14). Nascerà un bambino con attributi divini (9:5,6), un discendente di Davide su cui dimorerà lo Spirito del Signore, e che con “il soffio delle sue labbra farà morire l'empio” (11:1-4); ma che non griderà, né alzerà la voce. Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante (42:2, 3). Un servo del Signore che sarà esaltato e reso sommamente eccelso, ma che sarà anche disprezzato ed abbandonato dagli uomini (52:13, 53:3). E' evidente quindi che il piano di Dio per Israele comprende un tempo di punizione e un tempo di riscatto e glorificazione al di sopra di tutte le altre nazioni. Questo piano comprende un Messia che sarà sia debole che forte, un servo che si sacrificherà ma che sarà al di sopra di chiunque altro. A causa della prospettiva profetica, Isaia vide questi avvenimenti futuri senza conoscere la sequenza cronologica degli eventi. Così come guardando da lontano una catena montuosa si possono riconoscere tutte le cime - che sembrano sullo stesso piano pur non essendolo – allo stesso modo Isaia vede molti eventi apparentemente accostati, anche senza che lo siano nella realtà futura. L'Apostolo Paolo, in un tempo di grandi tensioni tra Giudei e Gentili convertiti a Cristo, confessa ai credenti di Roma la tristezza del suo cuore per l'incredulità di Israele, mettendo ordine attraverso le sue rivelazioni a tutti questi fatti. Egli prende il puzzle disfatto e incomincia a comporlo in modo preciso ed accurato. Sottolinea infatti la sovranità di Dio nel vincolo dell'elezione, infatti “non i figli della carne sono figli di Dio ma i figli della promessa” (Ro9:8). La scelta del Signore non si basa sulle opere delle persone ma risiede in colui che chiama. Egli quindi ha “sopportato con pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione per far conoscere la sua gloria verso vasi di misericordia”, ossia i credenti in Cristo sia Giudei che Gentili (Ro9:22 e seguenti). Al presente infatti i Giudei cercano di stabilire la propria giustizia attraverso la legge di Mosè, ignorando la giustizia di Dio manifestata nel sacrificio di Cristo Gesù (il Messia profetizzato da Isaia) per la giustificazione di tutti coloro che credono (Ro10:3-4). Gesù di Nazareth dunque, Dio Figlio, è la pietra di inciampo per Israele profetizzata secoli prima, ed è contemporaneamente fonte di salvezza per tutti i credenti. In questo modo si abbatte il muro di separazione tra il popolo scelto da Dio, Israele, e tutte le altre nazioni della Terra. La salvezza di Dio è estesa a tutta l'umanità ed unisce questi due gruppi in un unica salvezza. Il Signore però non ha affatto ripudiato il suo popolo. Le promesse e le profezie che riguardano la nazione di Israele rimangono validi e certe. L'indurimento di Israele infatti è stato voluto dal Signore per dare un tempo nel quale tutti i Gentili eletti potessero raggiungere la salvezza. Quando questo avverrà, tutto Israele sarà salvato (Ro11:25).
Isaia 52:9 Prorompete assieme in grida di gioia,
rovine di Gerusalemme!
Poiché il SIGNORE consola il suo popolo,
salva Gerusalemme.
Isaia 52:10 Il SIGNORE ha rivelato il suo braccio santo
agli occhi di tutte le nazioni;
tutte le estremità della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.
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